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Seves, è di nuovo emergenza per i lavoratori Economia

“Inaccettabile lo spegnimento del forno” per il vice-sindaco Nardella, che nel pomeriggio di lunedì scorso  ha incontrato le R.S.U. della Seves, nota azienda fiorentina produttrice di laterizi in vetro-cemento, insieme all’assessore alle politiche del lavoro Stefania Saccardi, il presidente del Quartiere 5 Federico Gianassi ed il segretario della Camera del Lavoro, Mauro Fuso. E’ della scorsa settimana l’annuncio choc dei vertici aziendali che esprime l’intenzione di chiudere il forno e fare nuova richiesta di cassa integrazione ordinaria per i 100 dipendenti. I sindacati, subito in allerta hanno organizzato nella mattina di venerdì un presidio dei lavoratori di fronte allo stabilimento. La C.G.I.L. Toscana ha espresso preoccupazione per il futuro dei dipendenti, ma per il momento non resta che attendere. Attesa, lunga, se non infinita, per i lavoratori di SEVES, che rientrano nell’incubo del lavoro a termine, mannaia sospesa, ma onnipresente e ricordata a forza dal rientrare nelle dinamiche della cassa integrazione. Non è la prima volta, infatti, che si ricorre agli ammortizzatori sociali, visto che appena alla fine del 2011 l’argomento all’ordine del giorno erano gli esuberi previsti relativi a 41 unità, per cui si richiedeva l’iscrizione alle liste di mobilità. Ma non era stato deciso di procedere nella direzione di una diversificazione nella produzione per guadagnare la possibilità di avvicinare nuove fette di mercato?

Nessuna risposta a tal proposito, ma di agevolazioni, l’azienda pare averne ricevute e non poche dalle stesse amministrazioni pubbliche. Il punto resta ad oggi il fatturato e l’impossibilità di garantire un futuro per un’impresa, che così restando le cose, di avvenire pare non averne. Al momento si resta fermi su un punto, “che tutti gli atti urbanistici approvati escludono destinazioni d'uso diverse dalla produzione industriale”, il che darebbe il via libera a continuare l’attività produttiva, senza alcuna necessità di spengere il forno, atto, invece, che metterebbe la parola fine al capitolo Seves.

Un capitolo, quello della Seves, che rappresenta una storia intricata e complessa, di cui difficilmente i cento lavoratori coinvolti accetteranno un finale protocollato come numeri di matricola negli annali della giurisprudenza sul diritto del lavoro. Il vice-sindaco, Nardella, ha tuttavia rassicurato i dipendenti ed i sindacati, esprimendo la volontà di richiedere un incontro con Provincia e Regione nell’immediato, per ricercare eventuali soluzioni alternative della vicenda.

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