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Sfrattati da casa, unico rifugio una tenda Società

Stamp torna nella casa di Fatima, in via Faentina, quel fondo a uso di parrucchiere prima di diventare casa in cui c'è qualcosa che prende alla gola e stordisce. Torna chiamato da Fatima, la giovane donna marocchina soggetta a frequenti crisi respiratorie che la mandano spesso al pronto soccorso, perchè da quella tana umida il 4 ottobre, fra due giorni, saranno buttati fuori. Sfratto esecutivo, uno dei 140 circa che verranno eseguiti in questo caldo ottobre fiorentino.

Il quadro non è cambiato, pur essendo passati otto mesi dalla prima denuncia di Stamp: la casa è la stessa, quella dichiarata inabitabile dal certificato dell'Asl del 9 febbraio 2012 che mette nero su bianco  "alloggio in condizioni di antigienicità assoluta", "alloggio costituito da 0 vani utili", confermato poco tempo fa dal perito del tribunale;  Fatima continua a lavorare per 600 euro circa al mese come domestica in una casa privata, il marito, che nel 2009 ha perso l'ottimo lavoro che svolgeva presso uno degli alberghi fiorentini che la crisi ha messo in ginocchio, continua da arrangiarsi con lavoretti saltuari, ma la maggior parte del tempo lo trascorre cercandolo, il lavoro.

La situazione rra già nota da tempo agli assistenti sociali. Il canone era di 650 euro mensili, pari al "guadagno" della donna. La famiglia così, quando nel 2009 il marito fu licenziato, si trovò a un dilemma senza scampo: o pagare o mangiare. Tacendo del fatto che il bimbo, l'unico figlio della coppia, aveva poco meno di un anno. Insomma, la coppia si trovò nell'ormai riconosciuto caso di "morosità senza colpa".

Le frenetiche trattative che in questi giorni stanno svolgendosi fra la famiglia e la proprietaria sembrano non approdare a nessun risultato. Il 4 la famigliola sarà fuori. All'Ufficio Casa non sanno che pesci prendere: case non ce ne sono. L'assistente sociale fa firmare una dichiarazione in cui la responsabilità del minore viene assunta dall'interprete, la mediatrice culturale che segue il caso, Malika. Nessun appiglio per la coppia. Non importa la casa sia dichiarata in condizioni di antigienicità assoluta dall'Asl, non importa che il canone sia pari a ciò che guadagna l'unico componente della famiglia che lavora, non importa la cagionevole salute di Fatima e neppure la presenza del figlio ancora in età precolastica. Da lì, il 4 ottobre, dovranno andarsene.

L'assistente sociale che segue la famiglia propone un progetto, una soluzione, la solita: mamma e figlio in una struttura, padre per la strada o dove vuole. Famglia smembrata, non si sa per quanto. Impossibile accettare. Altra possibilità: un miniappartamento al fuligno. Per famiglie, quest'ultimo. Ma la trafila è lunga e finora nessuno ci ha pensato. Dunque? Una tenda. Sì, una tenda prestata (i soldi non bastano per comprarla) che sarà il rifugio di Fatima e del marito. Il bambino, presso una famiglia amica piena di figli con cui spessissimo il piccolo gioca. E la tenda sarà il fragile scudo in un inverno che promette, come al solito, di essere gelido.

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