energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Sfratti, Asia-Usb: “Serve un investimento pesante per il contributo affitto” Breaking news, Cronaca

Firenze – L’eco dei dati diffusi dall’ultimo Rapporto sulla condizione abitativa in Toscana non si è ancora spento, ma un punto su cui tutti i sindacati e le associazioni del settore sono d’accordo è quello che riguarda il calo dei provvedimenti di sfratto. Un calo che sembra del tutto incongruente con l’innalzamento, invece, del numero delle richieste e delle esecuzioni. Ricordando che il provvedimento è il primo passo, che dà il via a tutto il procedimento di rilascio forzato dell’immobile, il paradosso è solo apparente: “Il calo dei provvedimenti – puntualizzano anche da Asia-Usb – dipende semplicemente dal fatto che gli immobili liberati non tornano nel circuito delle locazioni residenziali”. E dove se ne vanno? In quello delle locazioni turistiche.

Ma se un conto è dirlo, un conto è indagare cosa ciò significhi per la città. “Il dato riguarda in senso stretto il progetto di città che ha in mente la classe politica attuale, una città che allontana dal suo abitato famiglie, residenti e piccoli artigiani – dice Emiliano Cecchi, di Asia – se ci si guarda intorno, non solo si vedono immobili vuoti per la residenza, ma anche fondi sfitti. Perché? Perché non è più possibile, neanche per i piccoli artigiani o l’imprenditoria famigliare sostenere affitti in cui, per accedere all’immobile, si chiedono fideiussioni equivalenti alla somma dei canoni per un anno, o addirittura due”.

Il risultato, dunque, sarebbe un cambiamento molto veloce del concetto stesso di città. Ma anche di società. “Si permette che la città venga la sciata in mano al turismo “veloce” quello a “giorni” o a “settimana” quando va bene, al prezzo di svuotare Firenze non solo dei residenti (il centro storico è emblematico) ma anche di piccole attività. E’ il deserto, la plastificazione, la Disneyland del Rinascimento”. Un fenomeno che, secondo le ultime analisi, non è legato solo al centro storico, ma comincia da avanzare anche nei quartieri più prossimi al centro. “Registriamo – dicono ancora da Asia – che al posto delle piccole attività si accaparrano “il posto” le multinazionali”, rendendo Firenze simile, almeno nel tessuto commerciale, a tutte le altre capitali europee.

Se questo è il fenomeno ben fotografato dal calo dei provvedimenti di sfratto, c’è un punto, sottolineato nel Convegno di mercoledì scorso, su cui Asia Usb è particolarmente critica. “Contestiamo ciò di cui si vanta la Regione – dice Cecchi – vale a dire, l’avere investito in modo significativo sulla morosità incolpevole, mentre d’altro canto rileviamo che il fondo per il contributo affitto si è ridotto drasticamente. In realtà, riteniamo che il contributo affitto sia l’unico strumento in grado, al passo con le trasformazioni sociali cui abbiamo assistito, di contrastare la morosità incolpevole, in quanto interviene prima che la situazione sia ormai irrimediabile e la famiglia sia costretta ad entrare in morosità”. Dunque, un aiuto che previene e alleggerisce il rischio danno, sia per la famiglia in affitto che per la proprietà.

“La morosità incolpevole è in buona sostanza chiudere la stalla quando i buoi sono scappati – spiega l’esponente di Asia-Usb – dal momento che interviene quando c’è già un provvedimento di sfratto e quindi quando la proprietà ha già subito un danno. Inutile, in quanto di fatto i soldi della Regione servono a pagare una parte del danno subito dal proprietario, ma non intervengono affatto sule cause che hanno pordotto la morosità: la perdita del lavoro, ad esempio. Ciò significa che il proprietario dovrebbe ristipulare un contratto con un inquilino di cui sa già che, da lì a qualche mese, sarà moroso nuovamente”.

Dunque, secondo Asia, la meccanica da privilegiare è quella del “contributo affitto“. “Si tratta di uno strumento concreto, che previene la morosità, su cui crediamo che la Regione dovrebbe fare un investimento pesante, dal momento che ad oggi è lo strumento principe nel dare un vero sollievo alle famiglie, senza dimenticare che il contrasto serio all’emergenza casa lo si attua investendo sull’Erp, e tenendo conto che gli annunci trionfalistici di 300 nuovi alloggi in tre anni non sono accoglibili, di fronte alle migliaia di famiglie in lista di attesa. Poi ribadiamo il concetto che necessita una tassa di scopo o come si vuole chiamare, di solidarietà o quant’altro, per ricostituire un fondo “dedicato” all’edilizia residenziale pubblica, che venga addossato non, come nella legge toscana attuale, agli assegnatari delle case popolari, ma a coloro che tengono sfitto l’immobile per svariati anni, un panorama ancora ben presente nella nostra realtà. Ancora, non è più ammissibile, in un Paese dove un italiano su tre, come registra l’Istat, è a rischio di povertà, sia assente una legge che riallinei il mercato degli affitti col tenore di vita medio di questi tempi. Infine, la proposta nazionale portata avanti dalla nostra organizzazione, che è quella di una legge che destini dall’1 al 2% dei bilanci comunali e regionali all’Erp”.

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »