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Sfratti di via Castelnuovo Tedesco a Firenze, giovedì nuovo atto della guerra Cronaca

Firenze –  Una vecchia questione, che rischia di diventare una tragedia per circa 70 famiglie, costrette alla morosità dalla crisi e da regole poco chiare. Partiamo dall’oggi, anzi, dal futuro prossimo: giovedì 24 settembre otto famiglie che abitano in via Castelnuovo Tedesco verranno sfrattate dalle loro abitazioni. Motivo: morosità.

La vicenda risale al 2006, come ricorda Lorenzo Bargellini, leader del Movimento di Lotta per la Casa che ha organizzato, per giovedì prossimo, un presidio a difesa degli sfrattati. Nel 2006 infatti, a seguito della concessione di una grande area cittadina, situata fra Novoli e Castello, da parte del Comune ad alcuni importanti soggetti privati del panorama edile toscano, una parte degli appartamenti che erano stati costruiti fu “convenzionata” col Comune (Delibera GC n. 505 dell’11/08/2006) che li assegnò all’affitto calmierato per la cosiddetta “fascia grigia” vale a dire quelle famiglie che non potevano permettersi un affitto a prezzi di mercato ma che non rientravano, sia pure per poco, nelle assegnazioni dell’Erp. Si trattava di poco meno di cento appartamenti, 92 per la precisione, che furono oggetto in parte di un bando di assegnazione a canone “calmierato”, in parte rientrarono nel vecchio progetto “comune garante” ancora in funzione in quel periodo. Fin qui, tutto sembrava filasse liscio: tranne che, come spiega il sindacato di base Asia, c’erano alcune incongruenze nelle “assegnazioni” stesse, quali, per fare un esempio, bilocali di 30 metri quadrati cui era “abbinato” un garage di 70. Situazioni che già allora alzavano comunque i prezzi dei canoni, ben al di sopra di quanto ci si poteva ragionevolmente aspettare in situazione di affitti “calmierati”.

In ogni caso, si trattava, a livello giuridico, di una convenzione locatizia che i privati avevano stipulato col Comune di Firenze il 27.03.2008 tra il Comune di Firenze e la Fidia SpA-Parco delle Cascine Srl. Si trattava della  “Convenzione per la gestione delle residenze in affitto previste dall’art. 12 della Convenzione del PdR Area Belfiore”, che all’art.4 stabiliva ““art. 4 – durata del vincolo di locazione e individuazione dei sublocatari: “la Società Parco delle Cascine SrL si impegna concedere in locazione al Comune di Firenze, che accetta, gli alloggi identificati nell’allegato “B”. L’allegato “B” consta di 92 unità immobiliari (agli atti del Servizio Casa). Tale articolo inoltre prevede: che la durata della locazione tra l’Amministrazione Comunale e la Società Parco delle Cascine Srl sia pari a 10 anni; che il Comune potrà sub-locare liberamente gli alloggi alle famiglie che saranno individuate in base alle proprie determinazioni”. 

Dunque, la proprietà rimaneva ai gruppi immobiliari, il comune si “convenzionava” e stabiliva a chi assegnare le 92 unità immobiliari secondo le proprie determinazioni, vale a dire il bando e il sistema di garanzia citati.  Se il sistema funzionò, funzionò solo all’inizio.

Infatti, intervennero alcuni fattori a cambiare le carte in tavola. Da un lato, le rivalutazioni Istat, la presenza di numerose strutture di servizio (che facevano lievitare le rivalutazioni), gli alti costi condominiali, il fatto che la convenzione stipulata con la proprietà privata ammetteva rivalutazioni sempre più alte, portò presto le famiglie a pagare prezzi non solo di mercato, ma a volte anche superiori. Ciò portò a due reazioni: da un lato, alcune famiglie se ne andarono, lasciando appartamenti vuoti che continuavano ad essere pagati dal Comune e che furono poi utilizzati (da circa un anno, con il provvedimento dirigenziale 2015/DD/00395, la gestione degli alloggi di Via Mario Castelnuovo Tedesco è stato affidato all’ASP Montedomini)  come appartamenti volano per l’emergenza abitativa; dall’altro, un gruppo di famiglie che, ritenendo di essere cadute in un grosso e opaco equivoco, decisero di autoridursi i canoni, secondo, appunto, le agevolazioni di cui avrebbero dovuto godere in quanto “assegnatari” del famoso bando del 2006 rivolto alla fascia grigia. Un altro elemento poi venne a scombinare le carte: la crisi, che iniziò nel 2007 per poi stringere sempre di più le sue maglie, aveva nel frattempo ridotto nuclei che nel 2006 potevano essere inseriti nella fascia grigia, a sprofondare nella … fascia nera. Insomma canoni sempre più alti e crisi sempre più soffocante portavano dritti dritti alla morosità.  

Nel frattempo, c’erano stati alcuni tentativi di riordino della questione, come ad esempio un gruppo di affittuari che fece richiesta di abbattimento dei canoni  secondo i patti territoriali. Tutto inutile, dal momento che risultò che gli affittuari di via Cstelnuovo Tedesco non potevano avvalersi dei patti stessi. Non solo: la convenzione fra Comune e privati stava intanto arrivando a scadenza naturale, dal momento che era prevista per un decennio. “Si sono succedute tre amministrazioni diverse – constata Asia –  tutte conoscevano il problema, ma nessuna lo ha voluto affrontare”.

Tornando  alle famiglie che erano entrate col famoso bando del 2006, riprendiamo il filo da quando, circa un anno e mezzo fa decisero di praticare l’autoriduzione, secondo quel “calmieramento” che era stato loro promesso, incappando così nella morosità. Che d’altro canto avrebbero dovuto affrontare lo stesso per le vicende spiegate sopra. Ma anche fra i pochi che continuarono a pagare canoni ormai super-allineati al mercato, serpeggia ora l’inquietudine: che fine faranno quando la convenzione col Comune terminerà? … Per ora nessuna risposta.

Così, si arriva a giovedì prossimo, quando l’ordinanza di sfratto di otto nuclei famigliari verrà messa in atto. Motivo: morosità.

“Per il 24 settembre sono previsti otto sfratti per morosità con l’uso della forza pubblica in via Castelnuovo Tedesco, e noi ci saremo in massa per impedirli”. L’annuncio di Lorenzo Bargellini è una sorta di lapidaria conclusione della complessa vicenda in cui sono cadute le famiglie di via Castelnuovo Tedesco.

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