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Sfratti, la prima causa è la morosità Società

Firenze – Il ceto medio impoverisce e perde la casa. I dati sono impietosi: a Firenze l’80% degli sfratti nel 2009 è da imputarsi a morosità; il restante 19% a fine locazione. Firenze si colloca così nel non invidiabile ruolo di capitale degli sfratti per morosità in Italia. Del resto, la Toscana intera sembra sotto la maledizione dell’emergenza abitativa: nel rapporto tra sfratti e famiglie residenti la nostra regione si colloca infatti al secondo posto, subito dopo il Lazio. Nel 2009 nella regione ci sono stati 6.411 sfratti, di cui 5.388 per morosità e 1.005 per finita locazione, e 2.227 casi di sfratto esecutivo. Un altro dato che fa riflettere sono le 290mila abitazioni sfitte presenti sul territorio toscano, un quarto delle quali basterebbe a frenare l’emergenza. I dati sono stati forniti da Cgil, Cisl e Uil toscani insieme ai sindacati degli inquilini Sunia, Unione Inquilini Sicet e Uniat regionali.
La crisi e i tagli alle politiche abitative hanno dunque creato una forbice che va a colpire sempre più i ceti medi e che ha lasciato nella sola Firenze ben 583 famiglie senza un tetto. Per fronteggiare l’emergenza, i sindacati hanno sottoscritto un documento presentato alla Regione che cerca di reimpostare il problema delle politiche abitative. Partendo dalla creazione di un osservatorio regionale sul fabbisogno abitativo capace di individuare risposte adeguate alla domanda di case, l’istituzione di commissioni che garantiscano il passaggio da casa a casa delle famiglie colpite da provvedimenti di sfratto per finita locazione o morosità incolpevole, arrivando a favorire i comuni che creano alloggi recuperando edifici o aree già edificate, per esempio demaniali.
Del resto, tentativi in questo senso sono già stati attuati dagli occupanti fiorentini, che in varie riprese hanno tentato di lanciare la creazione di cooperative tese al recupero degli edifici occupati con la partecipazione del Comune, come nel caso dell’ex-ospedale militare di Monte Oliveto, tentativi finora rimasti senza risposta da parte delle istituzioni locali.
Infine, i sindacati hanno puntato l’attenzione sui 130 milioni della Regione utilizzati per risarcire i tagli abbattutisi sul trasporto locale. Centotrenta milioni di euro destinati al sociale, passati ai trasporti e che potrebbero essere invece stornati sulle politiche abitative.
Ste Val

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