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Sfratto con bambina di tre anni, Sunia: “Non ci sono carnefici, solo vittime” Breaking news, Cronaca

Firenze – Non ci sono carnefici, solo vittime. La riflessione, scaturita dalla segretaria fiorentina del Sunia Laura Grandi rispetto allo sfratto eseguito ieri a Firenze, protagonisti due giovani genitori con bimba di tre anni, oltre a un proprietario che da oltre due anni non riceveva l’affitto, è applicabile, come commenta la stessa Grandi, a tutto l’insieme di un’emergenza abitativa che non solo si allarga, ma coglie sempre più fasce che tradizionalmente non erano a rischio.

La storia di ieri è così semplice da apparire paradigmatica: una famiglia normale, monoreddito, con il padre, giovane, muratore. Emerge che il ragazzo si deve operare alla spalla (e ha un’altra operazione in prospettiva). Un’operazione che ovviamente influenza il lavoro, che viene perso. Così, la famiglia si trova a fare i conti con una dura realtà: pagare l’affitto o sopravvivere. E delle due, la scelta è ineludibile. D’altro canto, c’è un’altra famiglia, proprietaria dell’immobile, che da oltre due anni non riceve il canone. Di fatto, si trova ad assolvere a una funzione “sociale” di welfare che non è ovviamente compito suo svolgere. E ieri, i due interessi legittimi sono entrati in collisione definitivamente. Nessun carnefice, dunque, ma vittime sì.

“Il vero punto della questione – spiega Laura Grandi è il seguente: ormai l’emergenza abitativa affrontata con i mezzi che finora sono stati utilizzati, non funziona più. Ormai si va oltre: l’emergenza è fatta di tante situazioni, investe lo stesso proprietario, un parco alloggi insufficiente, l’estensione del disagio a fasce sociali finora “al sicuro, oltre a una crisi economica ancora devastante.  Non si può più onorare il semplice affitto, le famiglie non riescono più ad affrontare i cardini stessi della vita quotidiana: affrontare un mutuo, un affitto, mangiare”.

Insomma, ciò che denuncia il Sunia è in buona sostanza che l‘emergenza cambia velocemente mentre i mezzi per contrastarla no. E anche quando sono recenti, purtroppo non sono più adeguati a una società velocissima, a un’emergenza abitativa che cambia di giorno in giorno, una spirale che sprofonda sempre più verso il basso.  Una situazione che chiama a gran voce una soluzione strutturale ripensata dalle basi e quindi, una soluzione politica. “Ciò che non funziona va capito e va affrontato a tutto tondo – dice Grandi –  ed è un compito proprio della politica. Questa è la realtà, non ci sono più alibi. La questione, ben lungi dall’essere di ordine pubblico, è di natura sociale. La filiera sfratto-assistente sociale-casa popolare è saltata. Quindi alla politica chiediamo che assolva al suo compito, perché serve una soluzione politica: ripensare a come affrontare in toto la questione abitativa”.

laura grandi fotoLa crisi corre veloce, insomma, nonostante statistiche e dati Istat, e le persone rimangono indietro. Come il piccolo nucleo famigliare di ieri, che ovviamente non sarà abbandonato dal Comune, che si occuperà sicuramente di dare ricovero alla madre, giovanissima, e alla bambina. E per il padre? Si vedrà. Ed era proprio il terrore di vedersi separati, ad aver indotto la piccola famiglia a rinunciare ad appellarsi alle istituzioni locali. Intanto, ieri, hanno aspettato, con i loro trolley sul marciapiede, che qualcuno dotato di auto, un parente, un amico, li venisse a prendere.

 

 

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