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Sfratto con forza pubblica, la polizia lo trova impiccato Breaking news, Cronaca

Firenze – Era “solo” il primo accesso allo sfratto con forza pubblica, per l’uomo di circa 60 anni che stamattina è stato trovato impiccato nella casa da cui doveva essere sfrattato, oggetto del primo accesso con forza pubblica. L’episodio è successo nell’area del Poggetto a Firenze. L’uomo non era nuovo al tentativo di suicidarsi, e stava passando un periodo molto complicato della sua esistenza. La casa in cui viveva era intestata al fratello. A fare scattare la misura, secondo quanto ricostruito, un’azione legale messa in atto dagli altri condomini, sin dal 2000, per una questione di quote non pagate. Stamattina gli agenti hanno bussato invano: sfondata la porta, lo hanno trovato già esanime.

.“Sono molto dispiaciuta di quello che è successo – dice Laura Grandi segretaria del Sunia di Firenze – e credo che sia necessario fare una riflessione seria su un tema spesso disatteso, come quello dell’emergenza casa”. Ormai non solo Firenze, prosegue la nota, ma la Toscana tutta è diventata palcoscenico privilegiato della precarietà abitativa: le esecuzioni sono diventate endemiche su tutto il territorio regionale. Comuni delle provincie Toscane, dove fino ad oggi non conoscevano questo tipo di emergenza, si trovano a fare i conti con il problema della precarietà abitativa, con strumenti del tutto insufficienti ed inadeguati.

“Nei nostri uffici si recano sempre più spesso persone in difficoltà economiche, che non reggono più i costi dell’abitare” continua Laura Grandi, “senza tener conto poi della grande difficoltà di far fronte all’esorbitante prezzo degli affitti, in una città come Firenze, dove la vocazione turistica espelle dal mercato delle locazioni i cittadini”, ricorda Grandi.  Con conseguenze sociali, conclude, “pesantissime”.

“Lo stress di ricevere uno sfratto non può essere certo sottovalutato – dice Emiliano Cecchi, Asia-Usb – in particolare per quanto briguarda esistenze già  sovraccariche di disagi e spinte ai margini. Se poi mancano oltre ai sostegni famigliari anche i servizi sociali, si tratta di tragedie annunciate. L’unica soluzione concreta sarebbe investire di nuovo e in modo serio e strutturale nell’edilizia residenziale pubblica. Invece di svenderla”.

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