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Sfruttamento del lavoro e scioperi approdano in consiglio regionale Breaking news, Cronaca

Firenze – Le tensioni di Prato, incentrate sullo sfruttamento del lavoro nelle aziende, col corollario di disordini che sono seguiti agli scioperi dei lavoratori per stoppare lo sfruttamento o la non osservanza degli accordi, approderà in Regione. Nel prossimo consiglio infatti verrà presentata una mozione, a nome di Sì Toscana a Sinistra da parte del capogruppo Tommaso Fattori, che chiederà all’assemblea di esprimersi anche con una serie di indirizzi sui fatti degli ultimi giorni.

La questione è più complessa di quanto sembri. Infatti, al centro della contestazione che si è tenuta ieri, quando un’ottantina di operai si sono riuniti sotto le bandiere del sindacato di base per tenere un presidio sotto le finestre della sede del consiglio toscano in via Cavour, c’è l’eventualità dell’apertura di un tavolo, chiesto a gran voce dagli operai stessi, per scuotere la politica e chiederne l’ingresso nella vicenda. Una vicenda costellata di episodi di violenza, dall’aggressione da parte di una “squadra” ai lavoratori in sciopero della tintoria Superlativa (con alcuni di loro finiti in ospedale), alle manganellate ricevute dalla polizia per altri lavoratori in sciopero. Una situazione che tuttavia ha sfumature diverse, in quanto mentre per TintoGroup e Superlativa (la cui attività è stata sospesa oggi in seguito a un controllo dell’Ispettorato del lavoro, che ha rilevato varie irregolarità e lavoratori al nero) le accuse dei lavoratori, per la maggior parte pakistani, riguardano lo sfruttamento del lavoro, nel caso di Panificio Toscano (che serve anche Unicoop) si tratterebbe di mancato rispetto degli accordi sindacali.

Accusa rispedita al mittente dalla stessa azienda, che in proposito ha diramato una nota, dichiarando anche la sua disponibilità all’apertura di un tavolo: “Il Panificio Toscano accoglie la richiesta delle istituzioni pratesi per un incontro. Panificio Toscano comunica che, viste le dichiarazioni del sindaco sig. Matteo Biffoni, viste le dichiarazioni del segretario del PD Sig. Gabriele Bosio, dichiara la propria disponibilità ad incontrarsi presso la Prefettura di Prato, ovvero presso qualunque altra sede istituzionale sia ritenuta disponibile e competente.
Segnala l’opportunità che all’incontro suddetto siano invitati anche le rappresentanze regionali di CGIL e UIL, in quanto due sono le sedi interessate dalle agitazioni sindacali indette dai Sicobas con stabilimenti che hanno sede in due diverse province della Toscana, Prato e Livorno. Segnala inoltre l’opportunità che venga prioritariamente accertata la reale situazione dei fatti”.

Disponibilità sì, ma a non essere menzionati come soggetti partecipanti al tavolo stesso, sono i lavoratori organizzati da Sicobas. Insomma, di fatto coloro che hanno contribuito, con le loro azioni, a sollevare il problema. “Operai immobilizzati e presi a pugni in testa al Panificio Toscano, manganellati alla Superlativa, che tra l’altro oggi è stata sospesa nell’attività dopo un controllo dell’ispettorato del lavoro, a riprova che mentre la polizia manganellava gli operai quello che loro dicevano era vero – dice Luca Toscano (Si Cobas), che ieri si trovava con i lavoratori al presidio sotto la Regione Toscana – l’episodio di Superlativa dà anche un po’ la misura di come si sentono in diritto di sfruttare queste aziende: nonostante avessero tutti gli occhi addosso, nonostante ci fosse un’agitazione sindacale e uno sciopero in corso con dei picchetti, queste aziende continuano a utilizzare lavoratori al nero. Questo dà la misura di quanto si senta sicuro chi utilizza questo sistema. Al presidio di oggi (ieri, n.d.r.) partecipano tre aziende, TintoGroup, Superlativa e Panificio Toscano. Gli operai sono 28 al Panificio Toscano, 33 alla Superlativa e tra i 30 e i 40 alla TintoGroup. Al Panificio Toscano, come in  tutte e tre le aziende, continua lo sciopero a oltranza. Da parte di Panificio Toscano continua a non esserci disponibilità ad aprire un tavolo di trattativa, anzi, si sta parlando di un tavolo da tenere in Prefettura cui siederebbero la Uil, la Cgil e il Pd, ma non il Sicobas, non la rappresentanza dei lavoratori che dovrebbero portare i problemi da risolvere. Chiediamo alla Cgil e al Pd se trovano un senso a questo sistema, perché sarebbe grave: un tavolo aperto a un partito e non alla rappresentanza dei lavoratori. Noi chiediamo, ed è questo il senso del presidio di oggi, che la politica ascolti prima di prendere delle decisioni”.

Per quanto riguarda Prato, è di pochi giorni fa una dichiarazione del sindaco, Matteo Biffoni, che a proposito dell’aggressione agli scioperanti di Superlativa si era espresso con queste parole: “Lo Stato deve fare la sua parte e deve darci una mano perchè da soli si fa fatica. Siamo dalla parte di chi lavora ma ci servono gli strumenti per arginare fenomeni di sfruttamento. A Prato sono tutti benvenuti se vogliono fare impresa e creare posti di lavoro, ma devono stare alle regole e rispettarle, altrimenti siamo sempre punto e a capo. E allora è meglio che non vengano nel nostro territorio. Se non vogliono rispettare le regole”.

Tornando alla questione del tavolo, in sintesi le voci che corrono fra sindacalismo “tradizionale”, istituzioni e aziende, è che i Cobas non hanno sottoscritto alcun contratto a livello nazionale. E si rifiutano di farlo. Perciò, i confederali non siedono al tavolo con chi tiene sempre le mani libere.Questo vale per Panificio Toscano e per ogni altra vertenza in tutta Italia. Al di là del fatto, par di capire, che è stata proprio la mobilitazione di Si Cobas a far scoppiare il bubbone, da tutti conosciuto, ma senz’altro affrontato in sordina.

 

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