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Sfruttamento minorile nel piatto, Coldiretti: “Serve consapevolezza” Breaking news, Cronaca, Economia

Firenze – Lo sfruttamento del lavoro minorile arriva nel piatto degli italiani. La denuncia arriva da Coldiretti, che fa propri i dati del dipartimento del lavoro statunitense che ha stilato una lista sulla base dei prodotti ottenuti con il lavoro minorile per il 2018 . “Sono tanti gli alimenti coltivati o allevati nei diversi continenti con lo sfruttamento del lavoro minorile che arrivano in Italia per effetto di una globalizzazione senza regole – dicono dall’associazione –  dalle nocciole e dagli agrumi della Turchia ai fagioli, alle cipolle e alle zucchine dal Messico, dal caffè della Columbia a quello dal Costa Rica, fino al pesce del Kenya”. Lo sfruttamento del lavoro minorile a livello globale colpisce quasi 1 bambino su 10 secondo l’Unicef.

 “In realtà l’Unione Europea – sottolinea la Coldiretti – non solo lascia entrare senza ostacoli sul proprio mercato prodotti alimentari ottenuti dallo sfruttamento dei bambini, ma in alcuni casi li agevola attraverso accordi commerciali preferenziali. Si tratta di un comportamento che dietro l’obiettivo del libero commercio nasconde spesso – precisa la Coldiretti – precisi interessi economici che speculano sul lavoro anche minorile”.

Non solo.  A preoccupare è anche, continua la Coldiretti, l’accordo di libero scambio che l’Unione Europea sta per siglare con i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela) su alcuni dei quali gravano pesanti accuse del Dipartimento del lavoro Usa per sfruttamento del lavoro minorile, che riguarda prodotti che arrivano anche sulle nostre tavole. “Se per l’Argentina – spiega la Coldiretti – sono segnalati preoccupanti casi, dalla produzione dell’uva a quella di aglio, per il Brasile le ombre riguardano l’allevamento bovino e quello di polli, oltre al caffè, mentre per il Paraguay problemi ci sono per lo zucchero di canna”.

Per mettere un muro fra i nostri piatti e lo sfruttamento del lavoro minorile, “è necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro e la salute” dice il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Insomma, il vero presidio contro lo sfruttamento dei bambini  la consapevolezza dei consumatori, ottenuta con l’estensione “a tutti gli alimenti l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza entrata in vigore nel febbraio 2018 che pone l’Italia all’avanguardia in Europa”.

 

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