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Giornata di sgomberi, da Monte Oliveto a via Castelnuovo Tedesco Cronaca

Firenze – Due sgomberi in giornata. Ormai l’emergenza casa a Firenze fa doppietta, ma, assicura qualcuno, si arriva anche al terno e anche ben oltre. Oggi, mattinata di sgombero per l’ex-ospedale militare a Monte Oliveto, dove, fra le 11 e le 12, è già finito tutto, le forze dell’ordine che stanno murando gli ingressi e la struttura sede di un’occupazione storica passa di mano. Sgomberata senza resistenze, una volta vuota “passa” al comune di Firenze dall’attuale proprietario, vale a dire il Demanio dello Stato. Sì, perché a mettere fuori una massa di circa un centinaio di persone, con tutti i loro oggetti connessi all’abitare (valige, frigoriferi, casse, qualche utensile) c’è stato anche l’esercito italiano, naturale presenza dovuta alla particolare natura giuridica dell’immobile.

monte olivetoTuttavia, il vero problema ora è il seguente: dove sistemare le persone che restano senza un tetto? A sentire il Comune, le sistemazioni sarebbero già state pianificate, anche se forse la reale consistenza di quante famiglie alloggiassero nell’immobile è stata sottovalutata. Intanto, ora comincia la girandola: due pullmann sono in attesa di recapitare il loro carico umano e di masserizie alla prossima fermata. Non solo. Da vedere anche cosa ne farà il Comune dello storico stabile. Secondo le voci più diffuse, riprendendo alcune affermazioni dell’ex-sindaco Renzi, la struttura dovrebbe rientrare fra gli immobili che il Comune ha messo in vendita. Ma la questione è ancora foriera di nuovi sviluppi.

 

Lo stabile ospitava circa settanta persone: in trenta se ne erano andate con il tempo, date le condizioni “invivibili”, spiega Lorenzo Bargellini, leader del Movimento di Lotta per la Casa. Senza luce e senza riscaldamento da un anno e mezzo, il posto non era più in grado di rappresentare un luogo di vita dignitoso. Lo sgombero, la cui notizia circolava già da un mese, non ha visto resistenze, pur raccogliendo lo stupore negativo della gente: “uno sgombero in pieno inverno è assurdo”, continua Bargellini. Quaranta persone di Monte Oliveto ieri mattina hanno occupato un palazzo in Via Bronzino, sfitto da anni. In venti (4 famiglie e un singolo), invece, hanno accettato le proposte del comune.
Ma la macchina dello sgombero non si ferma. Oggi è la volta anche di via Castelnuovo Tedesco, a Novoli, una piccola strada in zona Baracca. Due famiglie che avevano occupato due appartamenti venerdì scorso sono invitate a lasciare le loro case. Lo sgombero viene eseguito in esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo d’iniziativa disposto dalla questura
tedescoMia moglie non può uscire, non ha nemmeno i vestiti con cui coprirsi”, dice il capofamiglia tenendo in braccio il suo secondo figlio di un paio d’anni, spaurito, con le lacrime agli occhi e il naso che cola. L’uomo parla solo in inglese, la lingua che conosce meglio, per essere sicuro di farsi capire. Viene dalla Nigeria, ha tre figli e sua moglie è incinta. Fanno parte di un nucleo di persone sfrattate da Sesto Fiorentino“Vendo accendini e fazzoletti, faccio 20 euro al giorno. Volete che mi metta a vendere droga? Questo è contro la mia religione e contro i miei principi.” La moglie non vuole uscire di casa. La porta è presidiata da uomini della polizia. Un funzionario del comune spiega che le due famiglie andranno temporaneamente in una struttura nel centro di Firenze per 6 mesi, durante i quali si cercherà di trovare loro una sistemazione.
Intanto nella strada accanto ha preso forma un corteo non autorizzato contro lo sgombero: una cinquantina di persone appartenenti anche al Movimento di Lotta per la Casa. Due cordoni di polizia, uno davanti e uno dietro e sei tedesco 2cellulari che in poco tempo si posizionano insieme agli altri agenti per accerchiare i manifestanti e impedire arrivino in Via Baracca. In fondo a Via Toscanini, di fronte alla scuola media Beato Angelico, il corteo viene fermato e invitato a tornare indietro. Una ventina di ragazzi rimane con gli striscioni al centro dell’incrocio tra Via Toscanini e Via Miccinesi: “Se ne sono accorti ora, che gli serviva questa casa”, gridano nel megafono. Prima ancora, qualche momento di tensione fra gli agenti e i manifestanti.
Gli abitanti della zona girano a largo impauriti dalla ingente presenza di polizia. Altri si fermano a guardare: “Che vadano a lavorare”, commentano due donne.  “Vendere fazzolettini e accendini è un lavoro?” La domanda sorge naturale, nessuna risposta. Poche persone affacciate alle finestre, scarso interesse per il corteo. In periferia i movimenti sociali non attecchiscono più: prevalgono l’indifferenza o una strana etica calvinista, per cui niente può essere ottenuto per niente, non è giusto avere una casa gratis se non si ha nemmeno un lavoro. E se non si trova, il lavoro? ….
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