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Si batte il califfo della morte anche con l’ironia Opinion leader

Parigi – Per combattere l’avversario non esistono solo mitra e bombardamenti. Esiste anche la satira e l’ironia. A brandire questa  non comune arma di resistenza al nemico proprio mentre il paese è sotto durissimo attacco sono proprio gli iracheni. La tv di stato che ha infatti deciso di rispondere alle minacce e all’invasione dei jihadisti dello stato islamico con una serie televisiva intitolata  “State of Myths” in cui mette in ridicolo  i combattenti dello stato islamico. E ciò nonostante i jihadisti siano a pochi chilometri da Bagdad e dai modernissimi studios dove si sta girando la serie.

Secondo un giornalista del “Washington Post” , in “State of Myths”   si vede ad esempio il loro leader Abu Bakr Al Baghdadi riflettere alla sua strategia sui social network con a lato un nano con una spada di dimensioni smisurate, un ex alcolizzato incaricato di far rispettare la sobrietà ai suoi concittadini e un venditore di frutta che smista i prodotti in funzione del genere. Il primo degli episodi , che sono una trentina, è già stato diffuso in tutto il paese, anche nelle zone  controllate dal “califfato”. Al momento non si hanno reazioni. La serie, che ha richiesto un finanziamento di 470.000 euro, non può certo rivaleggiare con le levigate serie americane. Vuole essere una però una testimonanza di come un  popolo suppliziato da anni come quello iracheno sia in grado di rispondere alla violenza con ironia e humour, ha indicato il giornalista americano. La serie è anche una risposta al terribile uso delle immagini delle decapitazioni con cui i jihadisti stanno propagandando la loro guerra santa, facendo mostra di un notevole controllo dei mezzi di comunicazione. Con “State of Myths” insomma i ‘resistenti’ iracheni sperano se non di vincere almeno di contrastare la battaglia mediatica dei loro nemici.

Gli sceneggiatori  e alcuni attori della serie hanno preferito restare anonimi. Altri hanno attori hanno invece deciso di figurare apertamente con il loro nome  come contributo alla resistenza.  L’inizio la serie sembrava  volersi concentrare su teorie di un complotto israelo-americano, poi questa via è stata abbandonata . Si può comunque vederne sul web un trailer  in cui un cow boy sposa un’israeliana  e da questo matrimonio, patrocinato dal diavolo nascere il “califfo”.

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