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Si è sposato Michele Placido Spettacoli

Non fiori d’arancio ma solo ed esclusivamente orchidee: dappertutto, in chiesa e nella masseria a cinque stelle lusso, dove è stato servito il banchetto nuziale per i duecento invitati al matrimonio di Michele Placido, attore e regista di 66 anni, che ieri alle 17,30 nella parrocchia di San Nicola, a Cisternino in provincia di Brindisi, è convolato a nozze con Federica Vincenti, 29 anni, originaria di Parabita, Lecce. Blindatissimo il centro storico della cittadina della Valle D’Itria, dove il sindaco, Donato Baccaro, anche lui tra gli invitati, ha firmato un’ordinanza di chiusura al traffico delle vie circostanti la chiesa, dalle 13 alle 20. Tra gli ospiti, molti dei quali vip e amici dell’attore e regista, c’erano Mara Venier, Christian De Sica, Riccardo Scamarcio e Pier Ferdinando Casini. E tutti gli invitati al matrimonio si tratterranno in Puglia per qualche giorno. Per il menù, dopo l’aperitivo in piscina, un banchetto tutto pugliese: broccoletti alla foggiana, orecchiette con pomodoro fresco e cacioricotta e il classico riso patate e cozze. Poi ancora fave e cicorie e parmigiana, un secondo a base di pesce locale, frutta e buffet di dolci. La torta nuziale è arrivata da Parabita ed è stato un regalo degli amici della novella sposa.

Presenti alla festa, per esplicita volontà degli sposi, oltre al sindaco di Cisternino, anche il sindaco di Fasano, Lello Di Bari, e di Parabita, Alfredo Cacciapaglia. Dulcis in fundo sono stati i fuochi d’artificio. Dieci batterie per uno spettacolo emozionante, tenuto conto che normalmente, durante le feste patronali, non vengono previste mai più di tre batterie. Per Cisternino è stato un evento, sebbene l’aggirarsi dei vip non sia ormai una novità per la Valle D’Itria e per il Salento. Michele Placido è legato da un’amicizia di vecchia data alla famiglia De Finis, proprietaria della masseria cinque stelle lusso di Pozzo Faceto prescelta per le nozze, e infatti trascorre da anni le sue vacanze in zona.

Unica nota dolente, il veto da parte degli ambienti ecclesiastici locali, di cantare in chiesa l’Ave Maria in chiesa durante la funzione, con la motivazione che il brano non è un canto religioso. Al Bano è ancora infuriato e indispettito, visto che si era preparato ad intonare il brano e ha dichiarato: “E' pazzesco, ho cantato l’Ave Maria in tutto il mondo, anche davanti a papa Giovanni Paolo II, e ora arrivo a casa mia, nella mia terra e mi sento dire che non posso cantarla. Questa decisione non posso accettarla né come cantante né come cristiano, specie in un giorno dal significato religioso importante come quello della Madonna dell’Assunta. Siamo davvero all’assurdo!”.

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