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Si impicca a Sollicciano, allarme dei sindacati Cronaca

Un detenuto di circa 50 anni si è impiccato con un lenzuolo stanotte nel bagno della sua cella a Sollicciano. Un altro episodio della lunga serie dei suicidi nelle carceri italiane e toscane.
"Questo gesto e' l'estrema denuncia dello stato di degrado in cui versa il pianeta carcere a Firenze e in Toscana – sottolinea la Cgil funzione Pubblica di Firenze – a Sollicciano sono presenti 4 educatori a fronte di 1003 reclusi : come possono operare efficacemente?".

Il sindacato ricorda che nella struttura "sono presenti 300 agenti non contestualmente, ma distribuiti su turni. Stanotte un singolo agente aveva la responsabilita' di ben 3 postazioni, che non sono locali contigui! I detenuti sono 1003 a fronte di una capienza prevista di 450, già "ritoccata'" dall'Amministrazione Penitenziaria che considera sostenibile una presenza intorno alle 750 unità". Inoltre, le ripetute denunce della "Fp CGIL a tutti i livelli, non hanno ricevuto risposte concrete da chi, per primo, è istituzionalmente responsabile della situazione : l'amministrazione penitenziaria, a livello regionale e nazionale, tace e soprattutto non agisce".

"Questo suicidio – dice Donato Capece segretario generale del Sappe, sindacato autonomo di polizio penitenziaria – testimonia una volta di più il dramma quotidiano che si vive nelle nostre galere, nelle quali i poliziotti enitenziari sono spesso lasciati soli a gestire le mille criticità e problematiche". Inoltre il Sappe sollecita un rapido incontro con il Ministro della Giustizia Severino. 

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