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Siamo entrati nel mondo quantistico della politica Opinion leader

Firenze – Per comprendere la politica italiana oggi avrebbe potuto dare un contributo decisivo il Premio Nobel per la Fisica Richard Feynman, uomo creativo, brillante, dotato di un notevole sense of humour e di visioni audaci, tali da aprire un nuovo mondo all’umanità.

Egli ha infatti per primo visto il “mondo dei quanti”, cioè la fisica quantistica dell’infinitamente piccolo. In una parola il mondo delle particelle elementari, che sono in grado di essere in posti diversi allo stesso tempo e di dare così origine, con le loro infinite potenziali combinazioni, al mondo della scala ordinaria, in cui noi viviamo. Perché esprimiamo questo rammarico così atipico? La spiegazione è semplice.

Feynman ha fatto superare alla scienza il mondo newtoniano delle entità compatte, chiuse, che esercitano attrazione gravitazionale verso altre entità, le quali entrano nelle loro orbite muovendosi nel mondo a noi visibile. Il mondo dei quanti è invece l’universo popolato da entità microscopiche, capaci di occupare teoricamente luoghi differenti e di interagire in modo da dare origine a strutture che si palesano nella vita di tutti i giorni.

Come non vedere allora l’analogia con l’odierno mondo della politica, passata dal periodo “newtoniano” dei partiti, entità chiuse, compattate dalle ideologie in grado di attrarre intellettuali, tecnici e persone ordinarie, che gravitavano verso l’uno o l’altro per convinzione e a volte per altre motivazioni?

Il superamento dei partiti tradizionali ci ha portato in un universo frammentato, denso di particelle elementari e di un elevato numero di persone che si presentano con una formazione politica, ma il loro movimento è ubiquitario, come si evince dalle rilevazioni circa l’alto numero di trasmigrazioni parlamentari tra vari gruppi, vecchi e nuovi, e le trasmigrazioni preelettorali a seconda di invisibili forze attrattive.

Nella sfera dell’invisibile è aumentata enormemente la quantità di candidati reali e potenziali e la loro ubiquità, con esiti imprevedibili a scala ordinaria, cioè a livello delle decisioni che influiscono sulla vita di città, regioni, Paesi. Non deve quindi sorprendere se nel mondo quantistico della politica attuale un interrogativo non può trovare una risposta attendibile: quanti sono i candidati alla Presidenza di una Regione o di un Comune e soprattutto quali?

Foto: Richard Feynman

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