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Siccità, in provincia di Pisa un piano preventivo Cronaca

Se l'invaso artificiale del Bilancino è ai minimi storici e quindi anche in provincia di Firenze si avvicina sempre più lo spettro della siccità nei prossimi mesi, la situazione è seria anche nel pisano, dove la Provincia ha ben chiaro che, se nei prossimi mesi non arriveranno piogge significative per ricaricare le falde a sufficienza, queste già deboli riserve potrebbero essere sovra-sfruttate. Quindi bisogna razionalizzare i consumi idrici in anticipo, prima di toccare il fondo delle scorte accumulate negli acquiferi di prelievo, che in provincia di Pisa, sono soprattutto quelli profondi. Di fronte al rischio di siccità estiva, che dunque è concretamente in agguato, la Provincia di Pisa predispone un piano preventivo, contenente possibili misure di razionalizzazione degli usi idrici. Coordinandosi con la Regione e l'Autorità di bacino dell'Arno, la Provincia vigilerà sull'evolversi del bilancio idrico degli acquiferi (corpi idrici superficiali, falde profonde, ecc.), in modo da attivare tempestivamente, qualora l'Autorità di bacino accerti che questi sono scesi al di sotto dei "limiti di sostenibilità", ordinanze di sospensione o riduzione dei prelievi idrici nell'ambito del proprio regolamento degli usi delle acque pubbliche. I provvedimenti saranno modulati secondo le priorità stabilite dalla legge, dando quindi precedenza all’uso potabile, quindi a quello agricolo e successivamente agli altri. Nell’imporre le limitazioni al consumo idrico, si terrà conto anche dell’impiego prevalente su ciascun corpo idrico. Nelle situazioni in cui, ad esempio, una determinata falda acquifera sia sfruttata solo o in larga parte a fini potabili, e questo sfruttamento ne minacci la futura capacità di ricarica, potranno essere adottate restrizioni anche allo stesso uso potabile. Sarebbe infatti del tutto inefficace imporre limitazioni a impieghi diversi, nel caso siano decisamente marginali.

Nel territorio pisano la riduzione della disponibilità idrica non è percepita in modo immediato, per il fatto che la principale fonte di approvvigionamento idrico sono le riserve sotterranee profonde. Ma anche queste si ricaricano dalla percolazione dell'acqua piovana, anche se in tempi più lunghi, rispetto agli acquiferi superficiali. Il 2011 è stato un anno decisamente poco piovoso, e nei mesi di gennaio, aprile, maggio, settembre, ottobre e novembre, decisamente siccitoso. Complessivamente in Toscana si sono avute circa il 40% di precipitazioni in meno. Peraltro, le nevicate di febbraio non hanno sostanzialmente modificato la situazione; di norma, infatti, ad ogni 10 cm di precipitazione solida corrisponde un apporto di pioggia pari a circa 1 cm. I picchi di precipitazione nevosa di febbraio, fino ad un metro di neve accumulata al suolo in alcune zone del territorio provinciale, non sono state sufficienti a raggiungere il valore atteso di piovosità media della stagione.

Le dichiarazioni
“È perciò doveroso adottare iniziative volte a razionalizzare le pratiche di utilizzo ed emungimento” – spiega l’assessore provinciale all’Ambiente Valter Picchi. “Nei prossimi mesi, in coordinamento con gli uffici della Regione e delle Autorità di Bacino, seguiremo con particolare attenzione l’evoluzione dello stato delle falde. Se i loro livelli scenderanno al di sotto dei limiti di sostenibilità (definiti proprio dalle Autorità di Bacino), la Provincia, in base al proprio regolamento sugli usi delle acque pubbliche, potrà emettere ordinanze volte a sospenderne o ridurre i prelievi”.

Foto www.meteoweb.eu

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