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Siccità, stato di emergenza regionale Ambiente

Da qui le misure urgenti stabilite dalla Giunta, tenendo conto che "si deve passare da una reazione alla situazione contingente a un progetto più complessivo" che affronti in modo strutturale l'impatto di fenomeni che sono il frutto di cambiamenti climatici ormai in atto da più di un decennio: "E' la terza volta in un decennio che la siccità ci colpisce dopo quelle del 2003 e del 2007 che furono meno pesanti". Le misure urgenti che seguiranno entro 15 giorni il decreto del Presidente Rossi  sono: investimenti per 20 milioni di euro per costituire un fondo di garanzia presso Fidi, che consentirà di garantire investimenti per 118 milioni per interventi urgenti e per ridurre le perdite della rete idrica (per questo obiettivo andrà una fetta di 60 milioni); la richiesta ai sindaci di ordinanze per limitare i consumi e accelerare gli interventi; una campagna di sensibilizzazione dei cittadini; finanziamenti di nuovi pozzi e invasi per 3 milioni di euro.

La situazione. E' stato il meteorologo Giampiero Maracchi a descrivere la situazione che ha indotto Rossi ad assumere il decreto di emergenza. Il quadro climatico è mutato in modo macroscopico. L'anticiclone delle Azzorre è stato sostituito progressivamente da quello della Libia con il risultato che la circolazione d'aria si è spostata più a nord.  Il risultato è la siccità che stiamo vivendo in questi mesi, ma dal 2000 vi sono state ben 5 situazioni anomale e la pioggia si è ridotta del 30-40%. Non solo. Il fatto che autunno e inverno siano secchi fa sì chè le falde non possano rifornirsi d'acqua e quindi affrontino, in stato di carenza, l'evaporazione della primavera e dell'estate che riduce ulteriormente il loro contenuto idrico. Ma un effetto grave è anche quello delle piogge intense che finiscono nei fiumi e producono gravi danni senza portare benefici. Così i laghi sono in grave deficit idrico: Bilancino ha attualmente un volume di 37 milioni di metri cubi contro i 69 del suo livello massimo; Montedoglio 34 milioni di metri cubi contro i 72 del livello massimo. Il deflusso dell'Arno è sostenuto quasi esclusivamente dai rilasci da bilancino Levane e la Penna, che sono dimensionati in modo da garantire i prelievi ai fini idropotabili. Maracchi ha fatto il punto sulle previsioni per i prossimi giorni. Da mercoledì dovrebbe esserci una perturbazione duratura che tuttavia non potrà migliorare di molto la situazione. Il degrado ambientale causato dalla siccità è fotografato dalle statistiche sugli incendi boschivi: nel primo trimestre dei 5 anni precedenti sono stati 291, mentre quelli che abbiamo avuto nel primo trimestre del 2012 sono già 289.

Gli interventi. "E' una situazione ormai costante alla quale bisogna rispondere con politiche di prospettiva che modifichino i dati strutturali", ha detto Rossi. Ecco quindi il decreto dello stato di emergenza che sarà seguito entro quindici giorni da un piano più dettagliato nella prospettiva dei nuovi fondi comunitari 2013 – 2014. La campagna di comunicazione per l'uso responsabile dell'acqua verrà presentata nei prossimi giorni, mentre i sindaci verranno invitati a emettere ordinanze anti spreco regolamentandone l'uso per l'industria e l'agricoltura. I 20 milioni stanziati (che ne muoveranno altri 117), poi, saranno destinati alle aziende del servizio idrico per gli interventi volti a ridurre le perdite delle tubature (circa il 30%). Particolarmente efficace potrebbe essere per l'agricoltura il ripristino degli invasi (in Toscana sono 2.462 per un totale di circa 40 milioni di metri cubi) per i quali sono stati stanziati 3 milioni di euro. "Ma qui si deve convincere l'unione europea che quest'acqua serve per manterenere l'attuale livello di produzione, non per aumentarla", ha precisato Rossi. Se la situazione dovesse ulteriormente aggravarsi, potrebbe intervenire lo stesso presidente della Regione con ordinanze volte a vietare l'uso improprio dell'acqua, razionamenti e anche limitazioni nelle concessioni già date dai Comuni. Ma il passaggio normativo è già importante per affrontare l'emergenza attuale e quelle future: "Si passa da misure d'emergenza a una legge ordinaria che si mette in moto quando c'è l'emergenza per accelerare le procedure per gli interventi – ha spiegato l'assessore all'Ambiente Anna Rita Bramerini – la legge verrà varata dalla Giunta alla metà di aprile".

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