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Sicurezza, dalla Regione il via (e i soldi) per 5 progetti pilota e telecamere per tutti Cronaca

Firenze – Sicurezza urbana, la Regione dice la sua e soprattutto “mette” del suo. Sono infatti circa 600mila euro (stanziamento cui ha contribuito anche il consiglio regionale che ha messo a disposizione risorse risparmiate nel 2016) i fondi con cui la Regione Toscana contribuirà alla realizzazione di 5 progetti che vertono sulla sicurezza e contro il degrado urbano di cinque città toscane che hanno presentato un indice di delittuosità superiore alla media, vale a dire i capoluoghi  Firenze, Prato, Lucca, Pisa e Livorno.

Seicentomila euro a cui si aggiungono, sempre in tema di sicurezza urbana, un milione e 22mila euro per le telecamere e le videosorveglianza in città  e paesi: gli uffici regionali stanno valutando gli oltre settanta progetti che sono stati presentati in seguito al bando che si è chiuso a fine ottobre. Nelle prossime settimane, assicura l’assessore regionale Vittorio Bugli, verrà stilata la graduatoria. Nello specifico, delle oltre settanta domande del bando sulla videosorveglianza, quattordici sono state presentate da Unioni di Comuni e 4 da Comuni che gestiscono insieme il servizio di polizia municipale.  Tutte e dieci le province toscane sono rappresentante. Tre progetti riguardano comuni con più di 100 mila abitanti, undici sono enti tra 50 e 100 mila abitanti mentre 58 ne contano tra 10 e 50 mila.

I cinque progetti, come spiega l’assessore regionale, hanno carattere sperimentale, e “puntano a intervenire laddove esistono fragilità, sociali o nel tessuto urbano, per capirle anzitutto e migliorare poi il contesto”. Proprio da questo ascolto del territorio rappresentato da chi vi sta più vicino, i sindaci e le loro comunità, nascono le ricette cui daranno vita i 5 progetti in questione: simili, per certi versi, molto diversi per altri, dal momento che intervengono su criticità e aspetti di fragilità differenziati da territorio a territorio. Un primo gruppo di cinque, ma l’intenzione è come spiega Bugli, quella di proseguire con gli altri capoluoghi. Per quanto riguarda i soggetti proponenti, si tratta delle amministrazioni comunali eccezion fatta per Livorno, dove è la Confesercenti, che stava perseguendo un’iniziativa autonoma, a interfacciare con la Regione, in un percorso su cui da tempo si stava lavorando, ricorda sempre Bugli, “per la condivisione dei contenuti”. Sempre nello specifico, 120 mila euro (su 150 mila di spesa prevista) andranno a “Firenze vivibile”, 143.570 (di 179.462) sono stati accordati a Prato per il progetto di sicurezza urbana integrata, 104 mila euro (su 130 mila) è il contributo per Lucca e 140 mila andranno al comune di Pisa (per una spesa di 183.760). Livorno che, come si è già visto, è “caso a parte” vedrà il finanziamento in toto del progetto, in quanto, essendo stato presentato da un soggetto non istituzionale come un’associazione di categoria, è stato deciso di premiare “anche per significare che è giusto che le idee vengano anche da chi vive la città e non solo da chi la governa”. In conclusione, a Livorno saranno finanziati tutti i 90 mila euro di costo previsto.

Ed ecco i cinque progetti “pilota”

Una movida vivibile

A Firenze (e in particolare nel suo centro storico), città grande e dunque complessa, attenzione particolare sarà riservata alla movida notturna. Lo sottolinea l’assessore alla sicurezza Federico Giannassi, presente. E’ il cosiddetto ‘sballo’ notturno che si vuole aggredire. La presenza nelle strade, di notte, di tante persone, che magari hanno alzato il gomito, degenera a volte in episodi di violenza o in pericoli per la circolazione stradale. E’ il fenomeno che riguarda ad esempio piazza Sant’Ambrogio, piazza Santa Croce o piazza Santo Spirito. Le azioni che saranno messe in campo passano da campagne di comunicazione, dall’organizzazione di riunioni con comitati di residenti e rappresentanti delle associazioni ma anche dall’allestimento, in strada e nelle piazze il venerdì e sabato, di punti dove si potrà misurare il proprio grado alcolico (in forma anonima) e sedersi e bere poi bevande che aiutino a smaltire le sostanze eventualmente assunte. Da dicembre del prossimo anno arriverà anche la “Silent Disco”, nata a Londra. Vi ricordate il film “Il tempo delle mele”, primi anni Ottanta, con la tredicenne Sophie Marceau? La scena a vedersi non sarà molto diversa: ognuno avrà una cuffia wireless e potrà scegliere la propria musica tra quelle proposte, nel silenzio assoluto. L’effetto sarà quello di abbattere qualsiasi inquinamento acustico.

L’animazione e l’arte contro il degrado 

A Prato, contro il degrado che alimenta la devianza e innesca poi problemi di ordine pubblico, si punterà sulla creatività e sull’innovazione. Le zone prese in considerazione sono quelle del Macrolotto Zero, un’area dunque periferica, e del centro storico, tra via del Serraglio e via Magnolfi, dove la prima urgenza è lo spaccio di droga. “Due tra le aree più a rischio – dice il sindaco Matteo Biffoni – I controlli ci sono. Al Serraglio c’è un presidio permanente. Ma finiti i controlli occorre far rivivere quelle zone”. Come? Attraendo come nel caso del cuore della città attività innovative (anche temporanee), come insediamenti artigianali 2.0, creativi, Fab Lab, giovani, stilisti di moda e outlet aziendali. Per il Macrolotto la strada è invece quella della Popart e di un centro culturale, con la riapertura di vecchi spazi industriali in disuso e laboratori e residenze artistiche. La presenza del nuovo Centro Pecci, con Prato che è già un luogo di arte contemporanea, può giocare un ruolo importante. Nel progetto c’è anche una nuova destinazione per la ‘casina rossa’ del Macrolotto e la piazza attorno, per farne uno spazio di incontro, di lettura e di prestito di libri (in italiano e in cinese) oltre ad un  ‘portierato di quartiere’ per lo scambio di piccoli servizi a pagamento fra gli abitanti. Partner del Comune di Prato sarà il Pin, il Polo universitario della città.

Attività nelle scuole e in strada, nuova illuminazione vicino alla stazione 

Il progetto di Pisa si muove tra due livelli: la prevenzione sociale da un lato e interventi di risanamento del tessuto urbano dall’altro. Ci saranno così laboratori nelle scuole e animazioni territoriali, ma anche un sostegno diretto alle persone senza dimora nei periodi di emergenza, quando fa troppo freddo o troppo caldo. Sul fronte invece degli arredi urbani l’attenzione si concentrerà sulla zona della stazione centrale:”l’area più problematica” sottolinea l’assessore comunale Andrea Serfogli. E’ prevista la demolizione e il rifacimento dell’impianto di illuminazione in viale Boanini che sarà migliorato e potenziato. Gli interventi si sommano naturalmente ad altre azioni già messe in campo, autonomamente, dall’amministrazione comunale.

La sicurezza si costruisce assieme  

La strategia proposta a Lucca si chiama “Quartieri_Social” e si basa sulla collaborazione tra pubblico e privato. Alla conferenza stampa è intervenuto l’assessore Francesco Raspini. Una maggior sicurezza non può prescindere dall’organizzazione delle polizia locale e delle forze dell’ordine in generale, ma passa anche dal coinvolgimento della popolazione e degli aspetti sociali che determinano le relazioni tra i cittadini; non può non considerare la cura di parchi e spazi pubblici. A Lucca almeno sono di questo avviso. Così si punterà ad aumentare i servizi e le attività svolte dai “cittadini attivi” con un progetto ad esempio di controllo di vicinato e di videosorveglianza per favorire la sicurezza in città, sempre naturalmente in raccordo con le forze dell’ordine. Nel progetto c’è anche una app, che si potrà scaricare gratuitamente: dispenserà consigli utili e educherà i cittadini a evitare comportamenti che possono facilitare furti e illeciti, ma servirà anche a spedire immagini di oggetti rubati e recuperati o a inviare foto di aree degradate agli uffici comunali affinché si intervenga. Ci sarà pure un portale web, www.inallerta.it. Si punterà anche all’animazione sociale e alla partecipazione collettiva, con incontri formativi e di sensibilizzazione. Ci sarà spazio per la riappropriazione di aree di aggregazione, utilizzando anche la street art per ‘colorare la paura’ e trasformare zone ora degradate in un museo di arte contemporanea a cielo aperto da vivere. Sulla sicurezza i cittadini saranno infine coinvolti in laboratori di coprogettazione.

Cambiamo zona Garibaldi

A Livorno il progetto interesserà la zona di piazza Garibaldi, da molti anni segnata da polemiche e proteste da parte di cittadini ed operatori economici che lamentano situazioni di crescente degrado, atti di vandalismo, disturbo della quiete pubblica e comportamenti illegali di varia natura. La Confersercenti ha proposto momenti di formazione rivolti ai commercianti (ma aperti anche alla cittadinanza), animazioni territoriali e interventi di micro-riqualificazione urbana scaturiti da un percorso partecipativo. Meno degrado e trovarsi a proprio agio vuol dire anche offrire un’agile offerta di servizi digitali, a partire magari da una wifi gratuita. E’ quello che viene proposto, in modo da trasformare piazza Garibaldi in un’area smart da vivere, con totem anche che consentano di ricaricare gratuitamente i propri dispositivi elettronici. Si punta  a riaprire temporaneamente alcuni fondi sfitti recuperati, attraverso anche incentivi economici ai proprietari: i locali verrebbero concessi gratuitamente ad artigiani, artisti o associazioni selezionati con un bando. Sono previsti inoltre sostegni agli imprenditori che affitteranno i fondi sfitti in modo da rilanciare commercialmente l’area. “Dobbiamo far tornare la gente in piazza” sintetizza Alessandro Ciapini, direttore della Confesercenti di Livorno.

 

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