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Sicurezza del territorio, Clini: “Aggiornare la legge urbanistica” Ambiente

Dopo le recenti alluvioni, in Liguria, Toscana e nel meridione, la questione delle prevenzione del rischio idrogeologico e idraulico è sempre più urgente, in particolare per la frequenza e la tragicità degli eventi di piena dei fiumi e di movimenti franosi. Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, incontrando ieri a Genova in Regione Liguria il capo della Protezione Civile prefetto Franco Gabrielli, il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e il presidente della Conferenza delle Regioni italiane Vasco Errani, ha illustrato la strategia che il governo Monti "opportunamente" dovrebbe impegnarsi a portare avanti. "Dobbiamo abituarci all'idea che vi saranno sempre più spesso problemi di questo tipo, e l'Italia deve avere una capacità di adattamento strategico''. Occorre sia prevenire i disastri in termini di allerta sufficientemente precoci e di azzeramento delle vittime potenziali e riduzione dei danni alle cose, sia imparare a gestire quasi come normalità gli eventi piovosi eccezionali e le loro conseguenze. In buona sostanza rivedere il modo e i luoghi dell'urbanizzazione soprattutto nelle aree ad elevato rischio, dove l'impermeabilizzazione del suolo e la cementificazione possono essere fatali, e sviluppare sistemi di convivenza e adattamento strategico alle precipitazioni di elevata intensità. Indicazioni molto chiare da parte del ministro dell'Ambiente Clini, anche rispetto all'attualità ed in particolare alla cattiva urbanistica: "vi sono state e vi sono in Italia autorizzazioni edilizie che non avrebbero dovuto essere date".
I punti della strategia di Clini: cambiare i criteri delle autorizzazioni a costruire, sistema di valutazione del rischio di livello nazionale, mappatura precisa del rischio, misure speciali per le zone più a rischio, cambiare la legge mille proroghe non adatta a gestire le emergenze, un nuovo fondo fiscle per l'ambiente. Lavorando a specifiche linee guida insieme alle Regioni.
"Bisogna aggiornare – ha continuato – i criteri di riferimento per le autorizzazioni a costruire. Non so quanto tempo sia necessario, intanto si possono preparare con le Regioni le linee guida che orientino le amministrazioni. Non dobbiamo inventarci cose straordinarie. Dobbiamo considerare, sulla base dei dati attuali e delle previsioni, la possibilità di adottare misure di particolare prevenzione nelle zone più a rischio e più vulnerabili". Ministero e Regioni stanno lavorando a ''linee guida per le procedure autorizzative'' in materia di urbanizzazione – ha precisato il ministro – al fine di mettere a punto standard urbanistici comuni a tutto il territorio nazionale, sulla base di una mappa precisa del rischio. Clini considera le questioni dell'edilizia e dell'urbanistica in rapporto alla sicurezza del territorio sicuramente urgenti per fare espressamente riferimento a "nuovi strumenti di cui dotare il paese e a cui il governo Monti è opportuno che lavori, pur nel suo non lungo orizzonte". Già domani in Consiglio dei Ministri si terrà un primo confronto, nel quale sarà verificata la fattibilità di una semplificazione della legge cosiddetta "mille proroghe". Monti condivide il suo obiettivo ma non concorda sul modo in essa previsto per gestire le emergenze. "La fascia di primo intervento – ha dichiarato – per riportare a normalità i luoghi colpiti va affrontata in modo diverso''.
Sul piano delle risorse finanziarie per affrontare le nuove emergenze ambientali legate al maltempo, l'ipotesi del minstro è quella di un fondo fiscale nuovo in cui far convergere risorse per l'ambiente. Il ministro ha fatto riferimento ad un aumento delle accise sulla benzina, spiegando che gli interventi sull'ambiente rientrano in un discorso di crescita economica. Il fondo dovrebbe servire per finanziare tanto interventi di emergenza, come quelli necessari in Liguria o in provincia di Messina, quanto interventi di lungo termine (scolmatori, reti fognarie) necessari per la messa in sicurezza dei territori più a rischio.
Al termine dell'incontro tecnico tutti hanno concordato sulla necessità di un ripensamento complessivo delle politiche ambientali in base al principio ''riparare costa di più che prevenire''. Dopo l'incontro tecnico ha fatto visita ai sindaci dello spezzino, colpito dal disastro del 25 ottobre. Poi al sindaco di Genova, Marta Vincenzi.

 

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