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Danni da calamità naturali? Spendere meglio e di più in prevenzione Ambiente

E' la sintesi del commento di Legambiente alle notizie sulla bozza delle linee strategiche per il Piano strategico sulla Tutela del Territorio che il Ministro dell'Ambiente ha inviato ieri al Cipe. Dagli ultimi dati diffusi dal Cigno verde, è infatti emerso che per i danni del maltempo si spendono un milione di €/giorno. Cifre elevate, che coprono però solo una parte degli ingenti danni censiti in conseguenza di frane e alluvioni. In Sicilia, Veneto, Toscana e Liguria, le regioni colpite dagli eventi più gravi in questi ultimi 3 anni, è andato l’80% delle risorse stanziate, ma i danni ammontano a 2,2 miliardi di € circa, quasi il triplo delle risorse messe a disposizione dei comuni colpiti. In Toscana i fondi statali stanziati dal 2010 al 2012 per interventi di emergenza innescati da eventi climatici ammontano, ha calcolato Legambiente sui dati della Protezione civile, a 135.411.000 di euro (dettagli in tabelle a fondo pagina).
Legambiente chiede quindi che sia ribaltata la cultura di pianificazione urbanistica che fino ad oggi ha voluto restringere gli alvei, e ancor peggio tombarli, per restituire loro lo spazio dinamico naturale che risponde a criteri di pianificazione e gestione ecologica del territorio. Questo passaggio  indispensabile per prevenire dissesto e disastri idrogeologici, specie in un periodo di cambiamenti climatici, richiede di dover passare dall'"ampliamento generoso delle attuali sezioni degli alvei – spiega Legambiente – e dall' eliminazione delle tombature".

“Se vogliamo smettere di correre dietro alle singole emergenze, bisogna investire molto di più nella prevenzione (che si tradurrebbe anche in consistenti risparmi economici) – spiegano Fausto Ferruzza e Federico Gasperini, rispettivamente presidente e responsabile acque di Legambiente Toscana. Occorre, in altre parole, ribaltare la logica seguita finora: se fino ad oggi si è fatto di tutto per restringere gli alvei (e magari tombarli), d’ora in poi bisognerà restituire loro lo spazio ampliandone generosamente le sezioni ed  eliminando le tombature – concludono Ferruzza e Gasperini. Per questi obiettivi la direzione nazionale di Legambiente propone di recuperare subito, a livello statale, almeno 10 miliardi dalle opere inutili, dai costi faraonici e dagli impatti ambientali enormi.

La misura più importante ed urgente che "non costa nulla, se non solo coraggio e volontà politica”, spiegano gli esperti di Legambiente Toscana, è "interrompere il circolo vizioso che ha permesso l’edificazione nelle aree a pericolosità idraulica", dopo la loro presunta <messa in sicurezza>. E' questo, infatti, che fa aumentare continuamente l’entità dei danni alluvionali.

"Nelle prime settimane di novembre 2012, nella triste ricorrenza delle alluvioni dell’ultimo biennio, anche in Toscana si sono verificati nuovi eventi estremi, con lutti e danni incalcolabili sui nostri territori. E' il caso delle città di Massa e Carrara, colpite duramente nel comparto costiero. Un territorio estremamente vulnerabile anche a causa di un dissennato uso del suolo e di una scorretta gestione degli ecosistemi fluviali, specie minori – dichiara il presidente di Legambiente Toscana Fausto Ferruzza – Quest’anno, però, vere e proprie bombe d’acqua hanno colpito anche altri territori, in cui le alluvioni sono più rare, almeno in tempi recenti. Gravi conseguenze si sono infatti registrate in gran parte della provincia di Grosseto, in particolare ad Albinia, nel bacino dell’Albegna Fiora e nelle aree rurali interne di Manciano e Capalbio. In queste zone, in 48 ore (a cavallo del 12 novembre scorso) è caduta giù una quantità di pioggia pari a quella di un semestre pluviometrico normale (400 mm circa). Ma in Toscana l’allerta meteo purtroppo continua anche in questi giorni ed è proprio il caso di dire che piove sul bagnato".

La distribuzione delle precipitazioni nell’arco dell’anno risulta, in effetti, molto eterogenea, con periodi di forti piogge alternati ad altri di gravissima siccità. I fenomeni metereologici intensi hanno perso la loro eccezionalità per diventare sempre più frequenti, come confermano i dati Ispra (Annuario dei dati ambientali 2011, Ispra 2012 cit.) relativi alla quantità di pioggia caduta nei principali eventi alluvionali dal 2009 ad oggi. Negli eventi alluvionali della Toscana del 2010 e 2011, in una sola giornata, la quantità di pioggia caduta sul suolo è stata pari a circa il 40% delle precipitazioni medie annue della nostra regione.

Fondi stanziati ed erogati per l’attuazione degli interventi previsti dai PAI regionali
Fonte: elaborazione Legambiente su dati Ispra (banca dati RenDis Web)

 

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Foto www.wwf.it

 

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