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Sicurezza in internet per i ragazzi: intervista a Piero Fontana Società

Livorno – Ogni epoca ha i suoi mutamenti, ma mai come negli ultimi decenni questi sono stati così rapidi e radicali da formare una profonda spaccatura generazionale. Come indicano gli studiosi, possiamo individuare nel 1990 lo “spartiacque” fra i “nativi digitali”, ovvero coloro che – nati dopo questa data – sembrano aver acquisito la tecnologia via DNA per la naturalezza con cui utilizzano gli strumenti elettronici, e coloro che hanno dovuto in qualche modo adeguarsi al loro uso.

Cosa fare, quindi, per ricongiungere una generazione alla deriva ed una che non soltanto non immagina le difficoltà degli adulti, ma le trova spesso oggetto di scherno?

Si tratta di capire cosa accade, perché accade e come risolvere il problema.

In questo senso, il Lions Club Cecina ha proposto, sin dal 2013, il progetto “La Sicurezza dei Ragazzi su internet”, allo scopo di aprire gli occhi ai ragazzi sui tanti pericoli celati nella rete. Ideatore ed anima del progetto è l’Ing. Piero Fontana, socio del Club di Cecina, che, forte della sua competenza sull’argomento, ha preso molto a cuore i giovani ed ha esportato il progetto in numerose scuole della Toscana.

Ing. Fontana, per quale motivo è importante parlare di sicurezza sulla rete ai ragazzi?

“Nonostante la loro abilità nell’uso della tecnologia – spesso sono più esperti dei loro genitori! – hanno bisogno di essere guidati nei loro primi approcci con Internet, dal momento che la loro giovane età li rende più vulnerabili perché meno consapevoli dei rischi che possono correre navigando in rete”.

Di cosa stiamo parlando esattamente: Internet ha creato problemi diversi da quelli che gli adulti hanno avuto alla loro età?

“In realtà non c’è niente di particolarmente nuovo: nel senso che oggi, come per le generazioni precedenti, ci sono truffatori, bulli, pedofili e via dicendo. La rete ha facilitato la loro diffusione, e di conseguenza le potenzialità di esposizione dei ragazzi al pericolo. È facile, per un malfattore, spacciarsi per qualcuno di diverso da chi è in realtà: ad esempio, nel caso del pedofilo, spacciarsi per un bambino, per entrare in contatto con lui, carpirne la fiducia facendone più facilmente una vittima dei suoi abusi”.

In che modo gli adulti – quindi genitori e insegnanti – possono aiutare i ragazzi per proteggersi da questi pericoli?

“Una prima soluzione consiste nell’adozione di mezzi elettronici che possono prevenire i rischi, ma non possono garantire una sicurezza totale. Occorre, ancor di più, accompagnare i ragazzi nei loro primi passi sulla rete, senza abbandonarli a se stessi davanti al monitor ed al mondo che si muove dietro a questo: guidandoli, è possibile aiutarli a crescere con la consapevolezza che non tutto ciò che sembra bello ed innocuo poi lo è davvero. Anzi! Ed è proprio per questo, per prendere per mano i ragazzi e per dare un aiuto anche agli adulti, che il Lions Club si è attivato: lavoriamo nelle scuole, ma organizziamo anche convegni dedicati al pubblico adulto coinvolgendo avvocati, psicologi ed esperti di Internet, perché i genitori si rendano conto dei pericoli della rete e sappiano proteggere i loro ragazzi”.

Le attività Lions per la sicurezza su Internet avranno un seguito?

“Sicuramente sì. Purtroppo, l’età alla quale i bambini accedono alla rete si abbassa sempre di più ed i “cattivi” diventano sempre più bravi nell’attirare la loro attenzione, per cui il Lions Club continuerà anche negli anni futuri a rendersi parte attiva nell’aumentare nei giovani la consapevolezza indispensabile per garantire loro una navigazione sicura”.

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