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Sicurezza internazionale: Laurea congiunta fra Pisa e Trento STAMP - Università

Pisa – Un corso innovativo nei metodi, professionalizzante negli esiti, con lezioni in lingua inglese per 25 giovani già in possesso di una laurea di primo livello e che vogliono acquisire una conoscenza approfondita dei problemi della sicurezza internazionale, insieme agli strumenti teorici e applicativi per prevenire rischi e per affrontare crisi. E’ la carta d’identità della nuova laurea magistrale in International Security Studies, promossa dall’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna con la Scuola di Studi internazionali dell’Università di Trento e presentata oggi a Pisa, durante una giornata di studi per riflettere sui rischi e sulle responsabilità del fare ricerca nelle zone di crisi e sulla figura dei “foreign fighters”, curato da Andrea de Guttry, direttore dell’Istituto Dirpolis della Sant’Anna.

Il corso congiunto di laurea magistrale (classe LM-52, Relazioni Internazionali) in sicurezza internazionale prenderà il via con l’autunno 2016. Il programma prevede che le attività del primo anno si tengano alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e quelle del secondo anno all’Università di Trento con un periodo di studio o di stage all’estero. I docenti afferiscono ad aree disciplinari che comprendono economia, diritto, relazioni internazionali e scienze politiche, filosofia politica, storia e sociologia. Barbara Henry, coordinatrice dell’area di filosofia politica, è la co direttrice per la Sant’Anna; Marco Pertile, docente di diritto internazionale, è co direttore per l’Università di Trento.

La didattica del primo anno fornisceuna panoramica complessiva e multidisciplinare delle questioni legate alla sicurezza, che includa una conoscenza degli strumenti teorici affiancata all’analisi pratica delle sfide tecnologiche, sociali ed ambientali emergenti nel mondo delle relazioni internazionali.

Gli insegnamenti del secondo anno approfondiscono in particolare cinque sfide principali al contesto internazionale contemporaneo con riferimenti alle implicazioni della sicurezza nelle relazioni internazionali, in ambito migratorio, energetico, ambientale e economico. Il secondo anno è inoltre strutturato in modo da consentire a un ampio numero di studenti di trascorrere un periodo di studio o di stage nelle numerose destinazioni disponibili per gli studenti. Nel complesso, la didattica si basa su un modello di apprendimento partecipato che prevede l’impiego di simulazioni e giochi di ruolo in modo da favorire la produzione scritta e orale degli studenti e di sviluppare le loro capacità decisionali.

In relazione alle possibilità di occupazione, i promotori pensano al placement negli organismi internazionali ed europei deputati alla tutela della sicurezza nelle sue varie componenti (sicurezza fisica, ambientale, alimentare, relativa alle tecnologie emergenti, al mantenimento della pace, alla gestione dell’immigrazione).

Saranno ampie anche le possibilità di inserirsi nel settore privato: dalle compagnie multinazionali che necessitano di individuare i rischi politici, economici, tecnologici e geografici dei mercati alle società che forniscono servizi di consulenza e di gestione dei rischi di natura geopolitica e tecnologica a imprese, organizzazioni non governative, media, banche, società energetiche, petrolifere ed estrattive, compagnie assicurative, aree e di navigazione.

Nelle parole dei promotori c’è la consapevolezza di essere riusciti a rispondere a una domanda particolare, a colmare un vuoto formativo. “Nel variegato panorama delle lauree in relazioni internazionali – sottolinea Barbara Henry, durante la presentazione a Pisa – non esisteva una laurea magistrale che si concentrasse su questioni legate alla sicurezza in modo analogo a quanto proposto dalla laurea magistrale in International Security Studies. Rispetto alle opportunità formative disponibili in Italia e in Europa, questa laurea magistrale offre un livello di specializzazione adeguato per attrarre e formare un’utenza ampia su un tema di assoluta rilevanza”.

Foto: www.rightsreporter.org

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