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Sicurezza: Nardella e Quattrocchi contro l’illegalità diffusa Cronaca

Firenze – Nel calderone della legalità finisce anche il decoro. In quello del decoro, la sicurezza. È ormai vizioso e centripeto il circolo imboccato dall’amministrazione per rendere, tout cout, più vivibile la città, così che nell’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei fiorentini rientra tutto: legalità, appunto, ma anche decoro e sicurezza. Si va dalla movida molesta all’educazione civica nelle scuole, dalla messa al bando delle scritte sui muri al commercio abusivo.

È forse un po’ confuso il quadro del piano sicurezza presentato stamattina dal sindaco insieme al consigliere personale Pino Quattrocchi e al comandante della Polizia Municipale Marco Seniga. L’azione congiunta degli uffici comunali e forze dell’ordine confluiscono in una versione rispolverata dell’Ufficio Città Sicura, creatura non nuova già guidata da Pierluigi Vigna, coordinata oggi dall’ex procuratore capo di Firenze, spalla destra “scelta” del sindaco.

Nardella ne ha parlato in termini di “task force”, un costante stato di allerta da orecchio alzato e occhio vigile verso qualsiasi forma di lotta al reato, che non può prescindere dalla collaborazione del cittadino e dalla sua educazione: civica, sì, ma anche alla legalità, come quella che verrà potenziata nelle scuole. L’Ufficio, che avrà nuova sede a palazzo Canacci, sarà appunto coordinato da Quattrocchi “nell’ambito delle attività che si è avviato a svolgere da consigliere”. Fiorentino d’adozione, Quattrocchi saluta l’incarico come “una dimostrazione alla città che mi ha accolto di tutta la riconoscenza di cittadino che se la immagina più vivibile di quanto già non sia”.

Dove si colloca, in senso stretto, l’attività dell’ex magistrato? A soppesare il piede di piombo con cui lui stesso si presenta, si direbbe che Nardella abbia dato il ruolo di navigatore in seconda a una voce esperta, quasi paterna, che sappia rispettare il confine della linea tracciata a terra col gessetto: “Interverrò negli spazi propri dell’amministrazione, anche se saranno inevitabili momenti di collegamento e interlocuzione con organismi sociali, rappresentativi e istituzionali che ruotano attorno alla gestione della cosa pubblica. Quello che mi si chiederà non ha nulla a che vedere con la politica. Per il resto, un ex magistrato non sfiora nulla che abbia a che vedere con l’attività giudiziaria”. Momenti di collegamento e interlocuzione, dunque: uno spendersi al servizio attraverso “metodi di intervento diversi da quelli propri dell’attività giudiziaria e della polizia”.

Insomma, che farà Quattrocchi (alla guida, pur sempre, di una sorta di lega di supereroi)? Consiglierà sulla “sicurezza intesa come ricerca di una struttura pilotata quotidianamente dalla determinazioni del sindaco e degli assessori, che garantisca una vivibilità del territorio e che sia in grado di offrire una risposta alla domanda dei cittadini”. Firenze, dice, è una “creatura particolare, e come tale ha bisogno di cure e attenzioni particolari”. Le annuncia nel dettaglio.

Si parte dal decoro urbano: accattonaggio e graffiti. “Un fenomeno triste”, il primo, “ma spesso accompagnato dall’accaparramento di zone, quindi appoggiato a una struttura illecita”: uno sfruttamento che non può essere sottaciuto e che verrà perseguito. Ecco, anche questo rientra nel decoro come, in maniera forse più lampante e intuitiva, l’attività coatta dei writers, quell’ «attività oltraggiosa per la creatura-Firenze di chi deturpa i muri della città». L’amministrazione, annuncia Quattrocchi, “identificherà gli autori per far loro risarcire il danno provocato alla città tramite il pagamento delle spese che il Comune spenderà per ripristinare decoro e pulizia”. Già assicurata la collaborazione con gli Angeli del bello. Altro discorso, invece per “gli artisti”. La scritta sul muro no, il murales si, che saranno permessi in appositi spazi indicati (per ora individuati tra il Quartiere 4 e il 5, ma sui quali aleggia ancora riservatezza). “Il  vandalismo va pagato, l’arte va espressa e condivisa”; in fondo anche Basquiat è diventato Basquiat così.

Poi l’abusivismo commerciale, “che nella prospettiva della vivibilità significa disagi per cittadini e commercianti” e la movida molesta, su cui poco vi è da aggiungere dopo l’ordinanza anti-abuso di alcool firmata pochi giorni fa da Nardella. Sugli esiti di brevissimo periodo, il comandante Seniga dà qualche numero. Quanto al primo e alla vendita di prodotti a marchio contraffatto, dal 12 giugno scorso è partito un servizio di sorveglianza 08.00-24.00 sull’asse San Lorenzo-Ponte Vecchio che, coinvolti una novantina di agenti, ha portato a casa 95 sequestri penali di merce per 1162 oggetti, oltre che 1590 sequestri amministrativi per un totale di circa 70.000 prodotti, per un incremento del 61% rispetto allo stesso periodo del 2013. Dodici, poi, le denunce per resistenza a pubblico ufficiale. Sensibili, anche se ancora di misura, i risultati dell’ordinanza sugli alcolici: da venerdì scorso ad oggi sono stati bloccati 2 alcool tour e 14 sono i minimarket pizzicati a vendere alcool dopo le 22.00. Tre, invece, i pubblici esercizi multati per aver esposto invitanti pubblicità all’arte di Bacco.

Ma sicurezza, prosegue Quattrocchi, è anche condizione delle strade e incremento delle videocamere. La mutazione della città in Grande Fratello farà salva la privacy, garantisce il consigliere del sindaco, che insiste sulla collaborazione dei cittadini (per i quali ventila – tra l’altro – l’introduzione delle targhe alla biciclette per scoraggiarne i furti e incentivarne, per converso, l’uso). Quanto al resto, e più in generale alla funzione dell’Ufficio – per il quale non è previsto alcun incremento di personale – la nuova squadra cercherà di “individuare situazioni sentinella, rappresentative di realtà che devono essere vigilate” in nome della sicurezza urbana. Nuove strategie sul fronte saranno testate anche la prossima primavera, quando Firenze ospiterà il Forum internazionale delle città impegnate in tale direzione.

 

 

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