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Sicurezza nelle case, tornano i contributi del Comune di Firenze Breaking news, Cronaca

Firenze – L’iniziativa, in via sperimentale, è nata a marzo di quest’anno. Un buon riscontro da parte dei cittadini e viene riproposta con uno stanziamento di 115.500 euro dall’amministrazione comunale fiorentina.
Tornano quindi i contributi per l’installazione, da parte dei cittadini, di sistemi di sicurezza nelle proprie abitazioni. A partire dal 16 settembre prossimo sarà pubblicato sulla Rete civica del Comune il nuovo bando per richiederli: le domande di contributo (fino a 1500 euro per ogni intervento) potranno essere presentate dalle ore 12 dello stesso giorno alle 12 del 16 dicembre 2019, fino all’esaurimento delle risorse stanziate se antecedente al 16 dicembre.

Fra le novità introdotte per rendere più agevole la partecipazione dei cittadini, viene esteso l’ambito dei soggetti ammessi a presentare le richieste di contributo, comprendendo i nuclei familiari all’interno dei quali, ferma restando la sussistenza di tutti gli altri requisiti previsti, sia presente almeno un figlio che, alla data del 31 dicembre 2019, non abbia ancora compiuto il diciottesimo anno di età (nel primo bando si faceva riferimento al compimento di 11 anni). Si può presentare la richiesta di contributo solo se, con riferimento alla medesima unità immobiliare, non sono già stati erogati contributi relativi al progetto ‘Casa protetta’ già avviato in passato . Inoltre, i cittadini richiedenti possono recarsi presso gli Sportelli al cittadino per ottenere un supporto informativo sui contenuti dell’avviso e di assistenza nelle fasi di predisposizione, di compilazione e di invio della richiesta.

Restano invariati, invece, i criteri di accesso e le modalità di erogazione previsti nel primo avviso del marzo scorso, vale a dire:
– Destinatari dei contributi sono i cittadini con residenza nel Comune di Firenze, che siano proprietari o locatari, comodatari, titolari di usufrutto o diritto di abitazione sull’unità immobiliare in cui è realizzato l’intervento (l’intervento deve essere eseguito sull’unità immobiliare nella quale la persona fisica richiedente è residente)
– Il valore Isee non dovrà essere superiore a 48mila euro
– La composizione del nucleo familiare dovrà rientrare in una delle seguenti tipologie: presenza all’interno del nucleo familiare residente di persona che compirà i 70 anni di età entro il 31 dicembre 2019 o che abbia età superiore; presenza all’interno del nucleo familiare residente di persona diversamente abile con disabilità riconosciuta pari o superiore al 75%; persone che vivono da sole e che quindi costituiscono un nucleo familiare individuale.

Gli interventi ammessi a contributo riguardano l’installazione di sistemi di sicurezza ‘passivi’ delle abitazioni, in particolare: porte blindate o rinforzate, rilevatori di apertura ed effrazione sui serramenti, tapparelle metalliche con bloccaggi, vetri antisfondamento, casseforti a muro, fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati, apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline; ma anche il rafforzamento, la sostituzione o l’installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici; saracinesche, grate sulle finestre, serrature, lucchetti, catenacci e spioncini.

La richiesta. La modalità per inoltrarla è quella  di passare per il servizio on line dedicato sulla Rete civica, al quale sarà possibile accedere attraverso le credenziali del Sistema pubblico di identità digitale (Spid). Alla richiesta dovranno essere allegati:
– Copia fattura/ricevuta fiscale; copia del bonifico attestante l’avvenuto pagamento
– Documentazione fotografica della situazione prima dell’intervento e dopo l’intervento.

I pagamenti.  Per effettuarli, è necessario utilizzare il cosidetto bonifico ‘parlante’, da cui risultino evidenti causale del versamento, codice fiscale di chi effettua il pagamento, codice fiscale/partita Iva del beneficiario del pagamento. Il contributo sarà erogato nella misura del 50% delle spese ammissibili, comprensive di Iva, e comunque non oltre l’importo massimo di 1.500 euro.

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