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Sicurezza: poca polizia? Arrivano i vigili di quartiere della Regione Cronaca

Firenze- La Regione Toscana investe tre milioni di euro all’anno per tre anni, per pagare gli stipendi dei vigili di quartiere: ne saranno assunti 70/80, opereranno in una dozzina di comuni e presidieranno il territorio giorno e notte. Nonostante il calo dei reati documentato dal Censis, la paura degli italiani non passa. Il timore si concentra nelle aree metropolitane, dove un cittadino su due avverte un senso di insicurezza e paura.

E, se Milano resta in vetta alla classifica con 7,4 reati denunciati ogni 100 abitanti, la toscanissima Prato raggiunge un poco invidiabile quarto posto con 6. Ma la polizia, in tutta Italia, è sotto organico: gli agenti in servizio sono addirittura inferiori a quelli di trenta anni fa. E così la Regione in Toscana decide di investire di tasca propria in un progetto pilota per far sentire le città più sicure: pattuglie a piedi che lavorando nelle strade, imparano a conoscere la realtà quotidiana e diventano punto di riferimento dei cittadini, contro una microcriminalità che spaventa.

Il progetto andrà in giunta tra una decina di giorni, per partire operativamente all’inizio del 2019. Verrà coinvolta anche Anci Toscana, l’associazione dei Comuni, con cui saranno individuati i criteri per scegliere i luoghi di sperimentazione.

“Non vogliamo certo sostituirci né allo Stato né alle forze dell’ordine, ai quali spetta il compito di reprimere i comportamenti scorretti e la criminalità” sottolineano il presidente della Toscana Enrico Rossi e l’assessore alla presidenza e alla sicurezza Vittorio Bugli. “Anzi – aggiunge il Governatore – allo Stato torno a chiedere di assumere i poliziotti che mancano: cento solo a Firenze e 20 mila almeno in tutta Italia, secondo i numeri riferiti da Gabrielli in Parlamento. Non costerebbe alla fine neppure tanto: un po’ più di mezzo miliardo”. “Nel frattempo – conclude Rossi – proseguiamo il lavoro che ci ha visto impegnati in questi anni sul fronte della sicurezza integrata”. Dalle telecamere all’animazione, dalla riqualificazione urbanistica dei quartieri alla formazione degli agenti.

Telecamere e animazione. La Regione Toscana dal 2016 ha finanziato con oltre 3 milioni e 250 mila euro 171 progetti di videosorveglianza in ben 228 comuni, l’83% di tutti quelli della regione. “Installate le telecamere, adesso si lavora a renderle ovunque ‘intelligenti’ e promuoverne l’interconnessione” spiega l’assessore Bugli. Dal 2009 la Regione forma anche la polizia municipale. Negli ultimi due anni ha promosso inoltre progetti speciali per la rivitalizzazione di luoghi ‘difficili’, nella consapevolezza che dall’animazione sociale e culturale di un quartiere passa anche il suo stato di sicurezza. Finora sono stati investiti 900 mila euro su nove progetti pilota che interessano Firenze, Prato, Lucca, Pisa, Livorno, l’area dell’Osmannoro tra Sesto e Campi Bisenzio, Montecatini Terme, Arezzo e Grosseto, ciascuno ritagliato sulle criticità specifiche dei singoli territori.

Tre milioni l’anno per i vigili di quartiere
Adesso arriva il sostegno al vigile di quartiere, quello che conosce il territorio e i suoi abitanti come un tempo era nei piccoli paese per il maresciallo della caserma dei carabinieri: un agente, anzi tre coppie distribuite su altrettanti turni in modo da coprire tutto il giorno e buona parte della notte. Se la polizia è sotto organico, anche i vigili urbani in molti comuni sono infatti in sofferenza e spesso le amministrazioni comunali non hanno risorse o possibilità di assumerne altri. “Così – spiega l’assessore Bugli – abbiamo pensato di dare una mano ai Comuni, pagando gli stipendi per tre anni dei sei vigili di quartiere in servizio ogni giorno. Il progetto coinvolgerà una dozzina di amministrazioni locali, forse tredici, e alla fine saranno tra i settanta o gli ottanta i nuovi agenti”. La Regione si accollerà la spesa per tre anni, per circa 3 milioni di euro l’anno. “I Comuni si impegneranno però a tenere gli agenti per almeno cinque” precisa Matteo Biffoni, presidente di Anci Toscana e sindaco di Prato. E’ un progetto pilota: poi si vedrà. “E’ un modello innovativo – aggiunge – e stiamo incrociando un po’ di dati per definire un criterio il più possibile scientifico per individuare le aree da cui partire”. Naturalmente la formazione dei vigili di quartiere sarà definita assieme alle forze dell’ordine, così come la modalità di presidio del territorio e le interconnessioni con gli altri agenti di polizia municipale, poliziotti e carabinieri. “Nessuno – avverte Rossi – vuol infatti creare doppioni, ma agevolare semmai un lavoro di squadra”.

Guardie su treni e in ospedale
Un altro milione di euro l’anno sarà speso per la sicurezza sui treni, nei bus e al pronto soccorso. “Guardie giurate pagate dalla Regione garantiranno i controlli sui convogli regionali” annuncia il presidente. Lo stesso sarà studiato, sulle linee più ‘calde’, per i bus, dove alcuni gestori si sono già dichiarati disponibili a partecipare alla spesa. Vigilantes saranno presenti anche nei pronto soccorso degli ospedali, frequentati durante tutto l’anno da milione e 250 mila persone. Si pensa pure ad una app che consenta ai capotreno di individuare l’eventuale presenza (e in quale carrozza) di un poliziotto in borghese a bordo: da anni la Regione ha infatti una convenzione con guardia di finanza, polizia e carabinieri a cui paga il trasferimento da casa a lavoro, in cambio loro sono pronti ad entrare in azione in caso di necessità e solo nel 2017 ci sono stati duecento interventi che hanno portato a fermi ed arresti. Sui nuovi treni regionali inoltre saranno installate telecamere: trentacinque ne sono già dotati.

 

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