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Sicurezza sul lavoro, Saccardi: “Nel 2018 ci sono già 8 morti” Breaking news, Cronaca

Firenze – Dati in un certo senso migliorativi rispetto agli anni trascorsi, anche se “nel 2018 si contano già 8 morti sul lavoro”. Inizia così la seduta speciale del consiglio regionale dedicata alla sicurezza sul lavoro lassessore Stefania Saccardi, e, anche se “gli infortuni mortali sul lavoro e le malattie professionali sono in lenta decrescita”, il problema della sicurezza sul lavoro rimane grande come un pagliaio, “e richiama la Regione a un impegno costante e sempre più intenso”.

Ed ecco i numeri: “Gli infortuni sul lavoro sono calati dai 50.062 (di cui 8.277 in itinere) del 2016 ai 49.083 (di cui 7.602 in itinere) del 2017. E anche gli infortuni mortali sono diminuiti: dai 120 del 2015 (di cui 35 in itinere) ai 75 nel 2016 (di cui 27 in itinere), ai 72 nel 2017 (di cui 22 in itinere). E anche le malattie professionali vedono una flessione, ma nei primi mesi del 2018 le denunce sono state già 1.220. L’aumento delle denunce di malattie professionali va comunque considerato un elemento positivo – ha sottolineato l’assessore – perché è il risultato di azioni specifiche dei dipartimenti di prevenzione”.

Fra le azioni intraprese dalla Regione Toscana per cercare di dare una sterzata a uno dei problemi più drammatici che affliggono il mondo del lavoro, l’assessore Saccardi ha ricordato il Piano straordinario lavoro sicuro, che ha potenziato i controlli nelle aziende cinesi a Prato: “Sono state controllate 8.200 ditte, il 60% delle quali sono state trovate non in regola, e sono stati incassati 13 milioni di multe. Nella seconda ispezione le carenze riscontrate sono state più lievi, e quelle gravi riscontrate nella prima ispezione sono scese al 23%”.

Il Piano quinquennale sicurezza messo in campo nel 2016, che prevede numerose azioni nei comparti produttivi con controlli tra l’altro in edilizia, agricoltura, nei settori estrattivo-lapideo, portuale-cantieristica, navale-pesca, è un altro, ulteriore asso verso la sicurezza, come il Piano regionale per la prevenzione, del 2015, che ha visto lo sviluppo di 9 progetti, tra cui la sorveglianza sanitaria degli ex esposti all’amianto, l’emersione delle malattie professionali, la cultura della sicurezza nelle scuole, la qualità della vigilanza, il controllo per la sicurezza chimica.

Lavorazione del marmo, è del 2016 il Piano straordinario per la sicurezza nella lavorazione del marmo, che prevede l’acquisizione di risorse strumentali (pc, auto) e umane (ingegneri, geologi) per i controlli in cava, il potenziamento dei controlli anche nei laboratori, la realizzazione di una campagna di comunicazione e corsi di formazione sull’attività estrattiva.

Oltre ai piani e ai programmi, l’assessore Saccardi ha fatto presente che esiste un Comitato (in cui sono rappresentate associazioni datoriali, sindacati, Asl, ispettorato del lavoro) che stabilisce la vigilanza sui settori più a rischio, come edilizia e agricoltura, e che ogni anno individua comparti nuovi: quest’anno sono programmate ispezioni sulle ditte di autotrasporti e industrie a rischio per ambienti confinati.

Infine il Protocollo porti, che si concentra sulla sicurezza in ambito portuale.

Gli investimenti. “Per questi piani e programmi – ha informato Stefania Saccardi – la Regione ha destinato in quattro anni oltre 25 milioni di euro, dei quali 23 già liquidati alle aziende sanitarie. Con il fondo di solidarietà istituito nel 2008, la Regione indennizza i familiari delle vittime cadute sul lavoro: nel 2015 sono state indennizzate 39 persone per 869.000 euro; nel 2016, 29 persone per 663.000 euro e nel 2017, 18 per 548.000 euro”.

Le campagne di comunicazione. La campagna di comunicazione regionale “L’unione fa la sicurezza”, varata nel marzo 2017 su radio, tv, quotidiani, riviste e on line e con affisisoni su bus, pensiline e grandi superfici, è stata poi declinata per le imprese cinesi, il comparto attività estrattive, il lavoro nei porti.

L’assessore ha concluso il suo intervento sottolineando la necessità di un rilancio delle azioni regionali sul tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, individuando i settori più a rischio e promuovendo il coordinamento tra le istituzioni e il completamento dell’attuazione dei progetti regionali già attivi, come quelli per il settore marmifero o per le imprese cinesi. In programma il potenziamento delle attività di formazione nelle scuole e sui medici che si occupano di sorveglianza sanitaria degli apprendisti.

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