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Siena, Castello di Palazzo al Piano: storia di un’Accademia Turistica mai nata Cronaca

Siena – Un infinito cantiere, un impegno di spesa di poco inferiore ai tre milioni di euro (contenuto, tutto sommato, visti i tempi), il moltiplicarsi di notule professionali, e, in mezzo, cantieri sempre più lenti e quasi fermi. Questo, finora, è il bilancio della mai nata Accademia Turistica di Castello di Palazzo al Piano. Una “location” spettacolare: la struttura della ex-tenuta di Castello di Palazzo al Piano, pervenuta alla Provincia attraverso l’Accademia Musicale Chigiana. Un complesso monumentale, di cui fa parte il corpo principale del Castello, gli annessi, le case coloniche. Ma a che punto siamo con l’opera? E quando sarà ragionevolmente pronta ad accogliere quelle attività a beneficio dell’economia e della cultura, oltre che del turismo, per cui l’opera è stata intrapresa? Sul complesso, che insiste in un’area di 4,3 ettari, infatti era stata presa la decisione di creare una infrastruttura multifunzionale con spazi a adibiti a vari usi, didattici, ricreativi, congressuali. Insomma, prendeva forma il progetto di farne l’Accademia Turistica, al cui progetto preliminare si pose mano nel 2001.

A guidarci nella complessa opera di ricostruzione storica dei vari passaggi della vicenda, è l’Usb di Siena. Fu nel febbraio 2001 che, con delibera della giunta provinciale di Siena (la n.35/2001) venne approvato il progetto preliminare dell’arch. Luca Bozzolini. La spesa fu stimata attorno ai 7 miliardi di vecchie lire. Previsti anche i finanziamenti, che provenivano per 5 miliardi con gli utili Mps, 1 miliardo con contributi della Camera di Commercio e un altro miliardo con Mutuo della Cassa Depositi e Prestiti. Con il medesimo atto venne individuato Responsabile del Procedimento nella persona dell’Ingegnere dell’Ufficio Tecnico Provinciale P.O. Scuole Edifici Pubblici e Patrimonio Immobiliare.

Tutto a posto, almeno sulla carta. Si va avanti: con la delibera della giunta provinciale n. 25 del febbraio 2008, viene approvato il cosiddetto Recupero di Palazzo al Piano II Stralcio. 2° Lotto. Approvazione del progetto definitivo per euro 2.843.308,17. A cifre invariate con delibera GP n. 191 dell’ottobre 2008 viene approvato il progetto esecutivo redatto dall’Arch. Sandro Peritone in nome della Tecnocons s.c.a.r.l. L’affidamento dei lavori è assegnato a seguito gara esperita con determina dirigenziale n. 214/2009 e successiva aggiudicazione con Determina Dirigenziale n. 1105/2010 alla Impresa Milletti srl con sede in provincia dell’Aquila.

Scorre il tempo, i cantieri vanno a rilento, interviene una delibera, nel maggio 2010, sempre di giunta provinciale (la n. 121) con cui viene approvato un progetto di recupero delle superfici pittoriche e lignee presenti nel Castello di Palazzo al Piano per un importo di ulteriori 172.000 euro su progetto dell’Arch. Luca Bozzolini.

Il 4 ottobre 2010 la giunta provinciale con Delibera n. 268 assume un atto di indirizzo per la valorizzazione del complesso immobiliare di Palazzo al Piano finalizzato alla realizzazione dell’Accademia per il Turismo e al potenziamento della ricettività turistica correlata. Con tale atto si prevede di realizzare …”Albergo con 30 camere e due suite per complessivi 49 posti letto, Foresteria con 12 camere per complessivi 20 posti letto, 4 appartamenti ( studio- camera- servizio igienico ), 1 ristorante, 1 enoteca, 1 sala conferenze, 3 aule di formazione”…., con la stessa Delibera si prevede di…. “procedere all’individuazione delle migliori strategie di utilizzo integrato didattico-residenziale e ricettivo del complesso immobiliare di Palazzo al Piano, mediante la pubblicazione di un avviso esplorativo non vincolante per recepire eventuali manifestazioni di interesse relative alla futura utilizzazione e gestione del complesso medesimo”…. Tutto questo rimane all’interno della previsione di spesa del 2008, vale a dire poco meno di 3milioni. Ci sarebbe da applaudire alla capacità dell’amministrazione provinciale di strappare lavori a prezzo modico, se non fosse che, nel frattempo, il semi abbandono dei cantieri (si faccia conto che la struttura è tripartita in tre grossi corpi di fabbrica, e presenta una diffusione sull’area di case coloniche; in definitiva si tratta di una vera e propria tenuta) si fa sempre più accentuato. L’area non recintata completamente lascia campo libero a chicchessia di introdursi nella tenuta, tant’è vero che, come confermano alcuni cittadini, vengono spostati persino mobili e arredi.

Intanto, il percorso burocratico procede: come specifica la nota del coordinamento regionale dell’Usb, “con Delibera GP n. 238 del 27 settembre 2012 in base alla Legislazione regionale e statale viene inserito il complesso di Palazzo al Piano nei PUV Programmi Unitari di Valorizzazione Territoriale, ai fini di quanto stabilito dalla Legge Regionale Toscana n. 8/2012 in materia di alienazione e valorizzazione di immobili di proprietà pubblica. Con le Determine Dirigenziali n. 640 e 784 del 2013 si approva da un lato una Perizia di variata distribuzione della spesa e suppletiva e dall’altro si provvede all’adeguamento degli onerari professionali a seguito di variante in corso d’opera. Con Determina Dirigenziale n. 1765/2013 l’Ente Provincia prende atto dell’affitto del ramo di azienda della Impresa MILLETTI SRL da parte della ARCHITEC COSTRUZIONI SRL, compreso il contratto di appalto relativo ai lavori di Palazzo al Piano”.

E mentre continuano ad accavvallarsi delibere, determine e passaggi di mano dei lavori, i cantieri continuano ad andare per conto loro, cioè male. Ma la cattiva salute dei cantieri a un certo punto diviene così evidente che bisogna fermarsi e fare il punto. E così, si arriva alla Determina n. 1656/2014 che contiene una Variante in corso d’opera: in poche parole e sebbene la responsabilità non sia di nessuno, lo stato dell’opera è tale che si rende necessario un intervento di rapido ripristino della struttura, che rischia di subire forti danni da “piante infestanti”, spanciamenti di muri”, ecc., il tutto a cantieri in corso.

In “burocratichese”, ecco la vicenda: “Presa d’atto della perizia di variata distribuzione della spesa e suppletiva con relativo impegno di spesa, per la quale il RUP (Responsabile Unico del Procedimento) Ingegnere dell’Ufficio Tecnico Provinciale P.O. Scuole Edifici Pubblici e Patrimonio Immobiliare, dichiara in atti che: … “ha accertato nel gennaio (2014) la necessità di redigere la variante e la non imputabilità al progettista, vista la non prevedibilità delle motivazioni che hanno determinato la variante stessa al momento della redazione del progetto o comunque al momento della consegna dei lavori”… delle seguenti opere: 1) rimozione di piante infestanti, 2) consolidamento e contenimento di alcune porzioni della muratura di recinzione del giardino, causa l’effetto delle piante infestanti che hanno provocato, spanciamenti, fratture, sconnessioni, 3) ricostruzione delle cimase in misura superiore a quella prevista in progetto, 4) realizzazione di nuovi muretti a contenimento dell’effetto di dilavamento del terreno manifestatosi per effetto di violenti temporali, 5) posa in opera di un maggior numero di ringhiere e recinzioni, cancelli per la messa in sicurezza delle persone e dei luoghi, 6) costruzione di uno scannafosso in maniera da regimare l’afflusso delle acque meteoriche, 7) realizzazione di interventi migliorativi pavimenti in cotto, ripristino di colonne e capitelli in cotto ed in pietra il recupero di numerosi elementi di pregio rinvenuti nell’area di cantiere in fase di ripulitura e decespugliamento, 8) consolidamento di alcuni merli delle murature perimetrali”.Conseguenza, la Determina n. 2049/2014, con cui viene approvato l’adeguamento delle notule professionali a seguito di perizia di variante.

Ma è l’ora di tirare le somme. L’Accademia turistica è ben lontana dal vedere la luce, i cantieri hanno subito forti rallentamenti, il tutto giace in stato di semi abbandono, nonostante con gli ultimi interventi almeno una parte dell’area interessata sia stata messa in sicurezza, per evitare da un lato danneggiamenti e saccheggi, dall’altro per salvaguardare l’incolumità delle persone. Insomma siamo al classico “punto morto”: dopo l’approvazione del Progetto preliminare del 2001 ed il progetto esecutivo del 2008, l’impegno di spesa di poco inferiore ai 3 milioni di euro non ha portato a nessun utilizzo del bene, neppure per lotti funzionali. Per portare a completamento l’opera saranno necessarie ulteriori somme non inferiori a 1/1,5 milioni di euro. E il giorno in cui si potrà dire compiuta la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico di cui è proprietario l’Ente provinciale con conseguente messa a reddito, si allontana ancora.

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