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Sieni al Cango: il malocchio categoria universale dell’esistenza Spettacoli

Firenze – Agisce nel profondo della psicologia sociale e dell’immaginario popolare la coreografia che Virgilio Sieni presenta in questi giorni al Cango dopo averla messa in scena alla Cava Paradiso di Matera, evento della Capitale europea della Cultura 2019.

Il Sud magico, rituale e superstizioso, le cui radici affondano in un sostrato di codici di giudizio e di comportamento per esorcizzare la sofferenza del vivere, è il protagonista delle “Danze contro il Malocchio”, ennesimo prodotto di una poetica in continua evoluzione che si alimenta senza sosta di idee e immagini, grazie al suo rapporto, anche questo in qualche modo magico e misterioso, con la cultura popolare del territorio nel quale opera.

“Ogni danza è costruita attraverso un processo a ritroso nel tempo – ha scritto il coreografo e danzatore fiorentino presentando la  sua ultima opera – Partendo dall’osservazione dei movimenti delle danzatrici si individuano le immagini storiche e le posture simboliche”.

Attenzione però, non ci si avvicina all’arte di Sieni con una sola chiave di lettura. Nella costruzione delle sue creazioni si compongono elementi che fanno riferimento a sensibilità e sentimenti universali. Il malocchio visto dall’artista non è un interessante fenomeno di una subcultura meridionale oggetto di studio dell’antropologo, ma è una categoria universale dell’esistenza.

Si innesta nella coscienza della fragilità dell’essere umano di fronte alla potenza implacabile della natura nel drammatico, quanto spesso inutile, tentativo di individuare cause e rimedi attraverso codici condivisi. Così come il malocchio è anche il nome della patologia delle relazioni interpersonali, figlio malformato dell’odio e dell’invidia.

Allora lo spettatore animato  da autentica disponibilità a penetrare “ingenuamente” nel messaggio dell’artista vede rampollare davanti a sé una inaspettata densità di sensi e significati attraverso “l’atlante di gesti” che ha creato.

Anche grazie alle due “Claudie”, Claudia Caldarano e Claudia Catarzi, due esperte danzatrici della sua Compagnia, strumenti duttili e intelligenti dell’espressione artistica. Nonché alla musica di Michele Rabbia eseguita dal vivo con percussioni ed elettronica. Suoni tellurici, in crescendo e diminuendo, che accompagnano, a volte sovrastano, la tensione massima delle linee che trasmettono la lotta drammatica, senza fine né scampo, contro il nome che l’uomo ha dato al destino, nel vano tentativo di controllarlo.

L’arte di Sieni non è però improntata al pessimismo. L’immersione nella cultura popolare lo porta naturalmente a lanciare un segnale positivo. Se l’individuo è solo, prigioniero del mistero terribile dell’esistenza, può trovare nel rapporto con l’altro, anche nel riconoscimento di un comune codice di comportamento, sostegno e consolazione.

Danze contro il malocchio
Coreografia di Virgilio Sieni
anche oggi sabato 21 dicembre ore 21 e domani domenica 22 dicembre ore 17

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