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Silice e marmi “ecologici”: rischio più alto per i lavoratori Cronaca

Un nemico strisciante e letale, che rartamente viene riconosciuto di primo acchito, e che spesso viene sottolvalutato. Si tratta della polvere di silice, o meglio, della percentuale di silice presente nelle polveri che scaturiscono dalla lavorazione dei materiali lapidei. E così, durante un intervento di prevenzione mirato al rischio silice nella lavorazione lapidei del territorio dell’Asl 11 di Empoli, è emerso qualcosa di nuovo e ancora più letale. Si tratta dei nuovi materiali costituiti da agglomerati quarzo/resina, “marmi artificiali”, (Stone, Okite, Starlight, Silestone, etc.) con percentuali di silice (quarzo) elevatissime, superiori al 90%. Nessun materiale naturale ne ha altrettanta. Nella pietra serena, nel granito la percentuale di quarzo non supera il 30% .

Il Servizio di prevenzione luoghi di lavoro della Asl 11 ha così avviato un’attività di sorveglianza sulle lavorazioni di questi materiali presenti nel territorio, iniziando dai laboratori di marmisti. Sono emersi 9 casi di silicosi, di cui due gravi, che molto probabilmente non costituiscono un riscontro casuale e isolato, ma la punta di un iceberg.

Poiché si tratta di lavorazioni ampiamente diffuse, normalmente effettuate da piccole aziende disperse nel territorio, è particolarmente importante promuovere la più ampia e diffusa comunicazione di questo rischio. La lavorazione delle superfici in agglomerati quarzo/resina presenta rilevanti pericoli per la salute che devono essere conosciuti, adeguatamente valutati e contenuti adottando le migliori tecniche disponibili, aspirazioni localizzate, utensili aspirati o esecuzioni delle lavorazioni ad umido.

Molto pericolose sono anche le lavorazioni di installazione e montaggio dei piani presso i clienti (cucine, bagni, banconi di negozi) effettuate spesso senza misure di prevenzione. Si invitano i molti lavoratori autonomi che svolgono questo lavoro di rivolgersi al servizio della Asl per un controllo gratuito della propria salute e per ricevere maggiori informazioni di prevenzione. I numeri di telefono da contattare sono: 0571/704897 – 704815.

Si tratta di prodotti commercializzati in lastre ed utilizzati per piani di cucine bagni e banconi di negozi. Sono indistinguibili dai materiali naturali, possono essere colorati a piacere ed hanno il vantaggio di non graffiarsi, non macchiarsi e di essere molto resistenti. Vengono lavorati nello stesso modo dei materiali naturali con alcune fasi a secco che prevedono l’utilizzo di utensili rotanti manuali (mole) ad elevata emissione di polveri. Vengono propagandati come materiali “ecologici” (perché consentono di preservare i materiali naturali), con tanto di certificazioni che possono ingenerare falsa sicurezza per chi deve lavorare questi materiali.

Questi prodotti sono entrati in uso da una decina di anni e adesso stanno emergendo i primi casi di silicosi, spesso gravi. I primi casi di malattie segnalati vengono dalla Spagna dove è presente uno dei più grossi produttori di agglomerati di quarzo. Si tratta generalmente di soggetti giovani con un anzianità lavorativa relativamente breve (circa 10 anni) e con quadri di malattia avanzata e grave compromissione respiratoria. L’ultima segnalazione viene dal centro trapianti di Israele che riporta 25 casi di silicosi, candidati al trapianto del polmone, tutti in addetti alla lavorazione di agglomerati di quarzo.
 

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