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Silvio e Carla: viaggio in coppia nei tormenti dell’adolescenza Rubriche

Dopo il successo di Parlami d’amore, scritto a quattro mani, continua il loro sodalizio professionale. A Settembre e’ uscito Rivoluzione N.9, un romanzo dedicato non agli adolescenti ma all’adolescenza, come tengono a precisare gli autori.
Dopo una intervista telefonica, li incontro negli studi Rai, rigorosamente insieme per la promozione del libro. Silvio ha accompagnato Carla al trucco e lo trovo circondato dalle truccatrici che hanno occhi solo per lui: lo coccolano, scherzano, si fanno fotografie. Trapela un rapporto quasi simbiotico con Carla Vangelista, sceneggiatrice: qualcuno, in passato, ha perfino ipotizzato un coinvolgimento di natura diversa o che Carla sostituisca in qualche modo la famiglia di Silvio, con la quale i rapporti non sono idilliaci, a cominciare dalla rottura con il  fratello Gabriele.
Gli interessati smentiscono ogni implicazione sentimentale, fra loro e’ scattata semplicemente un’immediata sintonia. Dicono di avere le stesse curiosità e li accomuna l’interesse ad esplorare e raccontare sentimenti ed emozioni. E il loro ultimo lavoro: Rivoluzione N.9, e’ lo spaccato di due periodi storici diversi vissuti da Sofia e Matteo, adolescenti a quaranta anni di distanza. Lei ha quattordici anni nel ’64, lui la stessa età ma alle soglie del 2000. Cambia il mondo intorno a loro, come diversa e’ la colonna sonora della loro vita: Sofia e’ pazza dei Beatles e Matteo ascolta ossessivamente i Nirvana, ma rimane lo stesso sconvolgimento interiore: un misto di inadeguatezza, solitudine, rabbia e ribellione, insieme alla smania di libertà. Si infervora Silvio quando afferma che il periodo dell’adolescenza e’ fondamentale per costruire la propria identità, per imparare a conoscersi e mettere a fuoco i propri obiettivi. In questo periodo della vita e’ fondamentale imparare a dire no, capire cosa si vuole veramente senza sottomettersi, senza farsi condizionare dall’esterno o ipnotizzare dal conformismo. Ammette che lui l’adolescenza in pratica non l’ha vissuta, già famoso a sedici anni e proiettato nel mondo dello star-system. Confessa che recitare e’ più divertente, ma ci tiene ad intervallare la sua carriera di attore con periodi di assenza dalle scene in cui si dedica alla scrittura, insieme a Carla. Lei sottolinea come i giovani di oggi vivano questa fase di passaggio in modo diverso rispetto ai loro coetanei degli anni ’60: allora la rivoluzione si faceva per strada, nelle piazze, adesso regna in genere una grande passività, una omologazione pericolosa. Ma essere se stessi, trovare la propria dimensione, e’ una sfida che si può vincere.
Silvio e’ d’accordo e, alla soglia dei trent’anni, parla dell’adolescenza per salutarla definitivamente ed incitare i giovani ad essere autentici, coraggiosi, protagonisti della loro vita.

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