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Scuola, il sindacato chiede il rinvio della riforma Cronaca

Firenze – Inizio scuola anno 2015-2016 con l’ennesima riforma al via (la Buona Scuola), ma venti guerra continuano a soffiare  veementi. Tant’è vero che la richiesta è il rinvio dell’applicazione della Buona Scuola. Richiesta rafforzata da una manifestazione regionale da tenersi il 24 ottobre.  A dirlo, il settore scuola della Cgil, che sfodera un problematico tridente da appoggiare sul tavolo del governo, e in Toscana, delle istituzioni locali.

Prima “punta” mancante all’analisi toscana: mancano loro, gli operatori del corpo scolastico, gli ATA, o meglio, gli amministrativi, tecnici, ausiliari del sistema scolastico. Ma gli studenti, aumentano. Anche per gli insegnanti, le prospettive non sono rosee:  si parla di stabilizzazioni saltate e supplenze raddoppiate. O meglio, a parlarne à la Flc Cgil Toscana, che oggi ha tenuto un incontro con la stampa proprio sui problemi della scuola a questo avvio d’autunno. E i problemi, la Cgil li ha monitorati a suon di numeri: per quanto riguarda gli ATA, le richieste pervenute a Flc Cgil Toscana dalle scuole di tutta la regione parlano di  57,5 (il virgola cinque rappresenta un part-time). Se si fanno i conti, dice Cgil, l’organico complessivo degli Ata segnala un -84 rispetto all’anno precedente, mentre gli alunni sono cresciuti di 3.845 unità, gli alunni disabili di 321 unità, le classi di 287 unità e i plessi scolastici di 25 unità. Una situazione in cui non mancano certo i prevedibili effetti legati alla carenza di personale, vale a dire mancata assistenza degli studenti, specialmente se disabili.

Seconda punta smussata del tridente riguarda questioni più finanziarie. La legge di stabilità, come raccontano gli esponenti della Flc-Cgil, “vieta di nominare il sostituto di un custode scolastico malato nei primi sette giorni di malattia. Le scuole toscane stanno scrivendo a prefetti e Amministrazione per capire come regolarsi”. Anche qui, le possibilità che sembrerebbero aprirsi sono tre, ma nessuno sembra del tutto percorribile. “Il primo – illustrano gli esponenti sindacali –  violare la legge di contenimento della spesa e nominare un custode sostituto. Il secondo: violare la legge sulla sicurezza (i minori hanno bisogno di un adulto che li controlli). Il terzo: chiudere le scuole e violare la legge (interruzione di pubblico servizio)”.

La terza punta indispensabile a un corretto funzionamento della scuola, è, anzi sono, i docenti. Dovevano essere fatte 6.775 stabilizzazioni in Toscana, ricorda il sindacato, tra posti comuni e di sostegno. Ma almeno metà di questi, sostiene il sindacato,  andranno a supplenza annuale per effetto dell’applicazione dei criteri delle graduatorie nazionali. Ancora peggio sui posti di sostegno, “mancano oltre 2mila insegnanti specializzati”. Inoltre, i posti del potenziamento per le scuole andranno all’80% a supplenza annuale ed arriveranno solo a dicembre. In tutto, ci sarà il doppio di supplenze (oltre 8mila) rispetto agli anni passati.

“La supplentite non è sconfitta ma anzi si allarga, e le scuole sono nel caos per chiamare i supplenti. Ci sono tanti posti da occupare ma le graduatorie non sono a posto. Prendiamo sì atto che il personale della scuola aumenta, ma questo sarà un anno di transizione, gli effetti delle stabilizzazioni si vedranno il prossimo anno”, dicono Alessandro Rapezzi e Gabriella Bresci (Flc Cgil Toscana). Ed ecco le richieste avanzate al governo: “Aprire il confronto sui temi del precariato; rinnovare il Contratto nazionale; far slittare di fatto di un anno l’applicazione della riforma della Buona Scuola, che all’atto pratico non risulta applicabile perché non ci sono certezze né risorse”. E il 24 ottobre risuona il “tutti in piazza” dei sindacati regionali.

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