energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Sinisa appeso al miracolo spera nel suo Batistuta… Sport

Sinisa Mihajlovic invece di carattere è forte, duro, e in conferenza stampa ha tirato fuori gli artigli, mostrandosi impavido e minaccioso dinanzi alle ingiurie che i tifosi del club gigliato gli vomitano addosso ormai da tempo. Il match di questa sera sa di crocevia, di dentro o fuori. O meglio, dovrebbe: Miha guida la Fiorentina da 47 partite, solo in campionato, abbastanza per capire se un progetto può andare a buon fine o meno. Teoricamente dunque una partita-simbolo come quella dello Juventus Stadium diventa un proiettile alla fronte, o lo schivi o sei spacciato. Teoricamente, però. Alla teoria spesso va applicata la pratica, e non sempre le cose vanno di pari passo. Sopra il tecnico serbo la conduzione della società è in mano ad un gruppo dirigente che ha alternato acquisti azzeccati a clamorosi errori nella gestione dei contratti, proclami di successi a scialbi comunicati stampa scritti senza metterci la faccia, negli spogliatoi piuttosto che nelle sale dei bottoni o davanti alla gente. L’interesse, in chi comanda la Fiorentina, sembra scemato, e per questo c’è chi vede difficile un esonero a breve per Mihajlovic. C’è qualcosa che può smuovere tutto però, ed è quella gente di cui sopra, sanguigna, i fiorentini, che ora sono stanchi di restare nell’anonimato, mentre da altre parti è lecito sognare, e con mezzi ben minori (vedi Cagliari e Udinese). La prova del fuoco è questa sera, l’odiata Juve, il bianconero, la zebra, i primi 90 minuti dei 180 che potrebbero salvare la stagione, perché a Firenze puoi salvarti con il patema all’ultimo minuto dell’ultima giornata, ma se hai battuto la Juve quel campionato rimane sempre qualcosa di speciale. Mihajlovic questo lo sa, lo ha imparato, e in un miracolo siamo certi creda anche lui. Nel campionato 91/92, il suo primo in Italia, fino alla diciassettesima di campionato Gabriel Omar Batistuta non era altri se non un capellone argentino scelto da Cecchi Gori, che fin lì aveva poco impressionato, segnando appena 3 reti; alla prima di ritorno al “Franchi” arrivano i gobbi, e al settimo del primo tempo il Bati insacca la rete che cambia la sua storia, con la maglia viola e con il calcio di vertice. Ecco, Sinisa stasera in cuor suo può sperare che qualcuno cambi anche la sua di storia, nel bene, come Batistura fece con la sua 20 anni fa. E ogni 20 anni magari, i miracoli possono anche ripetersi…

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »