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Sinistra radicale in piazza, pandemia e povertà, “Ripristinare la dignità” Breaking news, Cronaca

Firenze – Anche oggi Firenze manifesta. Manifestazione autorizzata, con organizzatori nominati, circa 500 gli aderenti. Anche oggi uomini, donne, adulti e giovanissimi. Un gran numero di forze dell’ordine, ma la manifestazione che da via Cavour a Confindustria, ha percorso la città, era determinata e compatta e non ha lasciato spazio a vandalismi sulla città. Un corteo che tuttavia ha posto forti richieste, “richieste basate su diritti”, come dicono due giovani donne, Anna e Gabriella. Diritti fondamentali: casa, lavoro, sanità, scuola, sostegno al reddito. Misure precise contro la pandemia. “Perché se è vero che si muore di covid, si muore anche di fame, mentre rimanere senza casa in tempi di covid è veramente una sorta di tragico scherzo”.

A chiamare anche oggi alla piazza le persone sono il Movimento di Lotta per la Casa, la Rete Antisfratto Fiorentina, i sindacati di base, Rifondazione Comunista, Perunaltracittà e una lunga serie di movimenti e gruppi della sinistra cittadina. Un cartellone campeggia, scritta rossa su fondo nero: Basta Sfratti. In altri, il riferimento è ai diritti fondamentali del cittdino, scuola, lavoro sanità, casa: Fuori i Soldi. C’è anche la richiesta di rilascio dei ragazzi arrestati ieri, nel corso dei disordini della nottata. Perché il problema, avvertono in molti, è che se si scatena una tale violenza senza riferimenti di alcun tipo, allora è la rabbia sociale quella su cui bisognerebbe riflettere e porsi domande. “Il covid è stato un grande detonatore – dice Marzia del Movimento di Lotta per la Casa, che fa parte della Rete Antisfratto – l’iniqua distribuzione della ricchezza, l’ancora più iniquo uso della repressione e dell’esclusione verso chi è “colpevole” di essere povero, aveva già prodotto guasti sociali molto gravi. Il covid ha messo in luce presso fasce che si ritenevano immuni dalla povertà la facilità con cui potrebbero scivolare nel baratro. Molti si sono sentiti ingannati. Molti invece, da poveri sono ormai giunti a morire di fame. Non riconoscibili perché magari lavoratori al nero, atipici, a notula, hanno toccato con mano com’è facile trovarsi a dormire sulle panchine. Si sentono traditi”.

Ricetta? “Tornare a dare dignità al lavoro, alle famiglie, alle persone. Come? Esiste un solo modo: casa, lavoro, sanità, scuola. Trasporti sicuri. E un contributo al reddito universale”.

Foto: Luca Grillandini

 

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