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Sintetizzato un nuovo farmaco per la cura della leucemia mieloide cronica STAMP - Salute

La leucemia mieloide cronica è una neoplasia maligna causata da un'alterazione delle cellule staminali del midollo osseo, ossia quelle da cui si originano tutte le altre cellule del sangue. Consiste nella proliferazione incontrollata dei globuli bianchi che, essendo in eccesso, escono dal midollo osseo e colonizzano il sangue periferico e la milza. Inizialmente la malattia si presenta con i sintomi di stanchezza, sudorazione notturna, perdita di peso e tensione addominale (fase cronica), quindi con dolori ossei, anemia, febbre e nausea (fase accelerata) e, nella sua fase terminale, con complicanze emorragiche ed infettive che possono condurre alla morte. In Italia ogni anno sono circa 800-1.000 i casi di leucemia mieloide acuta. La malattia rappresenta il 15-20% delle leucemie ed è in costante aumento, con una leggera preponderanza negli uomini e rari casi fra i più piccoli. Fino a pochi anni fa, si poteva curarla soltanto con il trapianto di cellule staminali, mentre ad oggi è possibile risponderle mediante l'assunzione di un nuovo farmaco scoperto grazie all'attività di Labnet, un sistema che collega 36 laboratori italiani specializzati in biologia molecolare. Labnet è il risultato del programma Path to Cure, sviluppato da Novartis e la sua attività ha portato alla sintesi di Nilotinib, un farmaco in grado di inibire con maggiore potenza e selettività una proteina che è alla base del processo di trasformazione leucemica. Restano sempre dei casi in cui, purtroppo, il medico non in grado di fare niente per salvare il paziente, ma nel 70-80% dei casi l'utilizzo di Nilotinib garantisce una progressiva regressione della malattia o, al minimo, una migliore qualità del paziente.

Foto: http://www.sanitaincifre.it

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