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Siria, parla Hisham: la mia terra, preda di violenza e settarismo Opinion leader

Firenze – Con questo articolo comincia la collaborazione con Stamp Sara Benedetti,  rappresentante dei giovani della comunità islamica d’Italia. Sara gestisce un blog personale dal nome PennaLibera ed è segretaria dell’associazione Nissaa al Maghreb ( Donne del Maghreb .

Spesso, quando la guerra infuria e divora un paese le permettiamo di prendere il sopravvento: la nostra mente è totalmente occupata da immagini di violenza e devastazione, e tende a dimenticarsi di un passato glorioso che può essere appartenuto a quella terra, delle sue bellezze, persino della sua gente. E’ l’esempio della Siria.

hisham siria

Chiediamo a Hisham Al Baroudi, giovane di origine siriana, nato e cresciuto in Italia, residente attualmente in Inghilterra dove studia ingegneria chimica, cosa prova nel vedere il suo paese d’origine dilaniato dalla guerra.
Hisham : Dal punto di vista umano, indipendentemente da ogni attaccamento affettivo, è una sconfitta che mi sento di estendere a tutti: il fatto di assistere nel 2015, dopo aver perso milioni di vite umane durante i conflitti dell’ultimo secolo, e soprattutto dopo l’istituzione di organi che si erano ripromessi di tutelare il patrimonio umano mondiale. Dal punto di vista personale è ancora per me uno shock realizzare quello che sta succedendo. E’ da prima dell’inizio del conflitto che non ho visito il mio paese d’origine. Per comprendere davvero la condizione di precarietà che si sta consumando in Siria, è, ahimè, necessario essere in Siria. Ed oltre all’enorme preoccupazione nei confronti di uomini della mia famiglia che ancora si trovano là, subentra anche un senso di disorientamento e incognita.
” Esiste ancora una rivoluzione ? E qual’è la condizione geo-politica in Siria ? “
Hisham : Purtroppo lo spirito rivoluzionario che nel lontano 2011 sembrava aver conquistato i cuori della gioventù siriana, inondando le piazze di manifestazioni pacifiche in richiesta di più riforme del quadro politico del paese, ha dovuto fare i conti con lo sviluppo di una situazione geo-politica molto complessa, data anche la natura del paese nel Medioriente che nell’ultimo secolo ha conosciuto pressocchè solo periodi di instabilità. Purtroppo la Siria, secondo l’opinione pubblica, è diventata ormai la terra di nessuno, questo non può che essere confermato da qualunque siriano, perchè una situazione di caos e tremenda insicurezza caratterizza ormai questo paese. Il settarismo che ha sempre caratterizzato la Siria, è diventato oggi un punto saliente del conflitto: certe parti del paese sono ancora governate dalle forze presidenziali, ma la maggior parte sono in mano ai gruppi dei ribelli di natura ideologica diversa. Ad alimentare il caos, poi, vi è una massiccia presenza politica e militare di varie nazioni, quali Russia, Iran e Libano. La priorità assoluta per i siriani diventa la sicurezza che, a causa di questo clima, non può più essere garantita. Io sto con il popolo, con la sua tutela e la salvaguardia delle future generazioni siriane.
” Cosa secondo te caratterizza la Siria ? “
Hisham : Dei miei viaggi in Siria oggi rimane impresso l’elevato senso di tolleranza del mosaico di culture che la componevano e che convivevano armoniosamente da millenni. Era facile imbattersi in una moschea e notare che a fianco ad essa si trovava una chiesa. I siriani, che fossero essi musulmani, cristiani o ebrei erano tutti fratelli. Ricordo che i vicini cristiani, durante il periodo di Ramadan, cercavano di astenersi dal cucinare in modo da non far arrivare i profumi dei loro piatti ai musulmani digiunanti. La convivenza non sussisteva soltanto tra le diverse fedi, ma anche tra le diverse etnie e nazionalità : arabi, curdi, armeni, aramaici, circassi, ceceni…
” Quali preziosi ricordi conservi della Siria ? “
Hisham :  Per me tornare in Siria significava soprattutto riabbracciare i miei parenti che vivevano là; era per me quasi surreale immaginarmi in quell’ambiente che pareva così lontano da quello a cui ero abituato in Italia, ma sicuramente altrettanto affascinante. Mi divertivo ad esplorare Damasco con i miei cugini, a saziarmi con le prelibatezze che mia nonna preparava per i numerosissimi famigliari in visita. Percepivo un grandissimo calore umano e senso della comunità che non voleva lasciare nessuno indietro. Ricordo anche che fin da piccolo i miei genitori mi lasciavano girare anche a sera inoltrata in compagnia dei miei cugini nella metropoli di milioni di abitanti di Damasco, questo perchè era presente, a quei tempi, un’elevata sicurezza.
” Qual’è l’immagine della Siria che vorresti regalare alla gente ? “
Hisham : Per me il fatto che il mio paese d’origine venga associato a terrorismo, guerra, distruzione e profughi è un grande dolore, ecco perchè parlandovi e raccontandovi la Siria voglio regalare un piccolo riscatto al mio grande popolo. Vorrei che un giorno, quando tutto questo sarà finito, voi tutti poteste venire con me; sorseggiare un bicchiere di tè inebriati dal profumo delle spezie, visitare tra le più antiche rovine greco-romane della storia, assaporare quella cucina che è un incontro tra i sapori mediterranei e quelli arabi, immergersi nei hammamat ( bagni tradizionali ) per poi passeggiare tra gli scorci dell’antica città di Damasco, cullati da millenni di storia e civiltà… e perchè no, tuffarsi in una delle spiagge della costa mediterranea, lo stesso mare che bagna anche l’Italia.
Ho ancora tanto da raccontare, perché la Siria non mi ha mai fatto smettere di sognare.
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