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Sistema appalti e cooperative, Usb: “Serve uno Stato che torni a fare lo Stato” Breaking news, Cronaca

Firenze – Sistema di appalti e cooperative, forse una frattura è avvenuta. E la crepa porta il nome  di Co&So (il Gruppo cooperativo Co&So è una rete di cooperative sociali e non, consorzi, associazioni e imprese sociali attiva nel welfare in Toscana, e in particolare nelle province di Firenze, Prato, Pistoia, Grosseto e Lucca) insieme alla cooperativa il Cenacolo, che fa parte del consorzio Co&So. Il fatto da cui è partito quello che potrebbe configurarsi come un vero terremoto, riguarda la gestione dei centri d’accoglienza per richiedenti asilo, o meglio, la “malagestione”, in quanto il reato contestato è “frode nelle pubbliche forniture”.  Reato che prevede fino a 5 anni di reclusione. Com’è ormai noto, da ieri si trovano agli arresti domiciliari due gestori di centri di accoglienza, mentre sono stati interdetti il presidente della Co&So e quello del Cenacolo. Le accuse (sostenute anche da intercettazioni telefoniche) riguardano varie irregolarità di gestione. Si va dalla poca igiene, dal cibo scadente o avariato addirittura, dai turni imposti per le pulizie agli ospiti, nonostante nel contratto risultino a carico del gestore. Non solo: niente pocket money e niente ricarica telefonica, anche queste da contratto. Ricordiamo che il “pocket money” assomma a 2,50 euro al giorno, mentre la ricarica telefonica è di 15 euro. Cambi di lenzuola, vestiti, corsi di lingua? Tutto solo e sempre sul contratto d’appalto. Ma la questione, secondo l’Usb, apre la finestra non solo sulla fattispecie in esame, ma su tutto un mondo ampio e variegato che lucra sull’accoglienza e sull’anello più debole della catena, dai migranti ai giovani ai lavoratori in generale,  e che da anni è stato denunciato dall’Unione sindacale di Base. Intanto, alcuni luoghi comuni, come dicono dal sindacato, vengono meno: ad esempio la “fola” che ai migranti vengano elargiti 35 euro al giorno e stiano in hotel di lusso. Insomma, niente pacchia per i richiedenti asilo. “I 35 euro al giorno vengono dati a chi prende in gestione un centro di accoglienza. Il gestore, poi, decide come e quanto investire per il benessere delle persone di cui si deve occupare e quanto guadagnarci”, dicono dal sindacato, ricordando anche che da anni l’Usb “produce segnalazioni alla Prefettura di Firenze e alla Regione Toscana sulla condizione in cui versano i CAS del territorio e sullo stato in cui sono costretti a vivere gli ospiti ma  non siamo mai stati presi in considerazione”. Un’inversione di tendenza molto apprezzata dal sindacato di base, “ma la consideriamo assolutamente tardiva, non si può sempre aspettare che si indeboliscano poteri politici per far venire fuori il marcio conosciuto da sempre: a noi, che come sindacato siamo attivi sul territorio, queste cose non erano sconosciute”. Da tutto ciò, emerge un richiesta pressante, come sottolinea Stefano Cecchi, esponente dell’Usb: “Chiediamo agli Enti Locali della Toscana e in primo luogo al Comune di Firenze, da sempre, di effettuare tutti i controlli necessari su tutti gli appalti affidati ai vari soggetti e non solo nel settore dell’accoglienza, ma anche in quello educativo, sociale , culturale e manutentivo”. Del resto, il dito è sempre sulle esternalizzazioni e gli appalti nei settori della Pubblica Amministrazione, da parte dell’Usb: “Mafia Capitale qualche anno fa ha dimostrato quanto sia possibile far prosperare le cooperative a danno dei servizi e dei lavoratori.Oggi la Magistratura ha indagato il più potente consorzio di cooperative fiorentino, un colosso che ha in mano la maggior parte degli appalti pubblici a Firenze: è arrivato il momento di gridare forte che le esternalizzazioni impoveriscono servizi, utenti e lavoratori e alimentano un  sistema che lucra sulla pelle di chi è più debole, arricchendo chi già lo è. Reinternalizziamo  i servizi e i lavoratori: che lo Stato torni a fare lo Stato”.

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