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Smentito il pericolo di inabissamento della Costa Concordia Cronaca

La vicenda della Costa Concordia torna a far parlare di sé dopo qualche settimana di silenzio. È stata Legambiente a richiamare l'attenzione sull'isola del Giglio con un comunicato diramato nella serata di venerdì 31 agosto. Secondo l'associazione ambientalista, infatti, il calo dell'attenzione mediatica non deve far dimenticare che la Costa Concordia potrebbe inabissarsi da un momento all'altro. Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente, ha spiegato che i lavori di rimozione della nave naufragata davanti all'isola del Giglio il 13 gennaio scorso devono continuare a contemplare un monitoraggio costante da parte della autorità competenti, dato che al momento la situazione sembra molto delicata. Immediata, però, è stata la smentita da parte di Maria Sargentini, capo della Protezione Civile toscana e presidente dell'Osservatorio sui lavori di rimozione della Costa Concordia. Quest'ultimo è tornato a riunirsi nella mattinata di ieri, sabato 1° settembre, proprio all'isola del Giglio per fare il punto sui lavori del consorzio composto da Titan Salvage e Micoperi ed incaricato della rimozione del relitto. «Smentisco ancora una volta a nome di tutto l'Osservatorio questa ipotesi», ha dichiarato la Sargentini riferendosi all'inabissamento della nave paventato da Legambiente. Ma i dubbi sollevati dall'associazione ambientalista sono stati più articolati. Oltre a temere che il relitto possa scivolare sul fondali del Giglio durante le delicate operazioni di rimozione, Legambiente teme che la nave, una volta rimessa in galleggiamento, possa essere trasportata in un porto non toscano. Oltre che pericoloso, infatti, questa eventualità sarebbe una vera beffa per la Toscana che, danneggiata dal naufragio, non ricaverebbe niente dallo smantellamento della Concordia, come invece più volte auspicato dal presidente della Regione, Enrico Rossi. Su questo punto, ha spiegato la Sargentini, sono ben note le richieste più volte avanzate dal Governatore, ma la parola definitiva sul trasferimento della nave rimessa in galleggiamento non dipende solo dalla Regione Toscana, che continuerà in ogni caso a chiedere che la Concordia, una volta in grado di navigare, faccia rotta verso Livorno. «L’opzione di una sede toscana – ha dichiarato la presidente dell’Osservatorio – è quella più auspicabile, ma la decisione dipende da molti fattori ancora imprecisi». Smentiti, infine, i dubbi dell’associazione ambientalista in merito alla calata attenzione attorno al relitto da parte degli esperti incaricati del monitoraggio. Legambiente ha infatti anche denunciato che al momento il numero degli addetti incaricati delle verifiche sui lavori di rimozione e del monitoraggio dei movimenti della nave è molto minore rispetto alle prime fasi dell’emergenza. In realtà, è stato ricordato durante la riunione dell’Osservatorio, le immersioni dei sommozzatori della Capitaneria di Porto nei pressi del relitto continuano ad essere quotidiane e proseguono il monitoraggio dei movimenti dello scafo da parte degli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze. Arpat ed Ispra seguono passo passo la situazione delle acque interessate dai lavori di Titan Salvage e Micoperi al fine di verificare la presenza di agenti inquinanti, anche se al momento i dati rilevati sono tranquillizzanti. Tecnici dell’Università La Sapienza di Roma, infine, controllano la qualità delle acque e l’impatto dei lavori sull’ecosistema marino. Nessuna calata attenzione, dunque, ma monitoraggio continuo e minuzioso delle operazioni di rimozione. La presidente dell’Osservatorio lo ha spiegato anche ai cittadini gigliesi, che ha incontrato presso la Rocca Pisana di Giglio Castello per fare il punto sui lavori. Ai Gigliesi è stato presentato da Costa Crociere un prospetto dei prossimi interventi che verranno effettuati sul relitto, mentre la Sargentini ha ricordato che rimane essenziale che i cittadini del Giglio continuino ad essere informati su quanto accade a casa loro, per essere consapevoli di non essere abbandonati dalle istituzioni. Il sindaco, Sergio Ortelli, ha invece spiegato che il Comune di Isola del Giglio non ha ostacolato in alcun modo i lavori di rimozione, come era stato affermato da alcuni, in quanto anche in assenza di una deroga per l’esecuzione di attività rumorose, i lavori di Titan Salvage e Micoperi sono proseguiti e possono proseguire secondo il crono programma stabilito. Dopo aver risposto per le rime a Legambiente, la presidente dell’Osservatorio ha infine annunciato che a giorni verrà fissato un incontro proprio con le associazioni ambientaliste al fine di confrontarsi sull’avanzamento delle operazioni rimozione e fugare ogni dubbio avanzato negli ultimi fiorni.

Foto di Franca Marcheselli

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