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Smith di Saline, appello della Regione al ceo di Schlumberger Group Economia

Firenze – Riconsiderare la scelta di chiudere il sito produttivo del Gruppo Smith Bits di Saline di Volterra, consentire l’utilizzo dei 7 mesi residui di ammortizzatori sociali per poter organizzare una cessione dell’attività ad uno o più soggetti industriali e, infine, che l’Ad di Smith Bits International Italia, ing. Giuseppe Muzzi, sia più disponibile ad essere presente continuativamente in Italia.

Sono queste in estrema sintesi le tre richieste che il presidente della Regione Toscana ha fatto al chairman & ceo di Schlumberger Group, Paal Kibsgaard, in una lunga lettera in cui ripercorre anche la storia dell’azienda, una delle più importanti realtà manifatturiere in Toscana con un forte legame sociale e un profondo orgoglio lavorativo che “adesso si vuole chiudere mettendo alla porta 193 lavoratori dopo più di 50 anni di attività e senza una ‘exit strategy'”

“Consentire l’uso degli ammoritzzatori sociali – scrive il presidente – è una condizione necessaria, in assenza della quale si prefigurerebbe una grave mancanza di rispetto per i lavoratori e le istituzioni. La questione prioritaria non è avere incentivi per una buona-uscita ai lavoratori, ma preservarne i posti di lavoro. L’assenza di simili condizioni- puntualizza – rischia di ripercuotersi anche contro la stessa azienda in termini di velocità nella cessione di assets (e relativi oneri), continuità nei rapporti con alcuni clienti storici basati in Italia (es. ENI, ENEL), danno di reputazione. Una multinazionale può anche decidere di chiudere un sito produttivo (anche se la scelta in questo caso non appare convincente), tuttavia, c’è modo e modo di farlo. E, finora, non possiamo parlare di una buona pratica nella gestione di una crisi aziendale”.

“La Toscana – prosegue – non chiede forme di assistenzialismo, ma non è neanche disponibile ad accettare che un intero stabilimento venga cancellato da un giorno all’altro senza tenere conto delle esigenze di un territorio caratterizzato da equilibri delicati. “Business is business”, lo capiamo anche noi, ma per un’azienda che aspira ad essere “the best-run company in the world”, forse anche lo stile direzionale dovrebbe avere un valore non solo simbolico… perché a fare business chiudendo le fabbriche da un giorno all’altro, sono capaci un po’ tutti: poi basta essere lontani e non farsi trovare”.

Non le chiediamo di mandare avanti un’attività antieconomica, ma di rilanciare il business in Toscana o di consentire che questo possa avvenire trasformando una crisi in opportunità, senza discriminare Saline di Volterra rispetto ai siti produttivi del nord-America”.

foto: toscana-notizie.it

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