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Smog, Rossi: “Verifica situazioni, pronti a intervenire in via sostitutiva” Cronaca

Firenze – Smog, il presidente Enrico Rossi si fa sentire. Lo fa attraverso la sua pagina Facebook, dove posta un messaggio chiaro: “In  Toscana abbiamo una buona legge, che demanda ai sindaci l’attuazione dei provvedimenti di mitigazione. Già dalle scorse settimane le situazioni più problematiche riguardano la valle dell’Arno. Domani faremo la verifica della situazione e dei provvedimenti assunti. Se nessuno è intervenuto, lo faremo come Regione in via sostitutiva”. 

Insomma lo smog, aggravato dal “coperchio” di nebbia assolutamente inusuale per Firenze e la Toscana, anche se non si può dire lo stesso per la valle dell’Arno, richiede di essere fermato, o perlomeno che provvedimenti siano presi al più presto. L’aveva già annunciato, lanciando l’allarme, la direttrice dell’Arpat, l’agenzia regionale dell’ambiente, Maria Sargentini, che aveva dichiarato che lo smog, in Toscana, “non è mai stato così alto”. Ebbene, aggiungeva Sargentini, ” a cosa serve monitorare l’aria se non si prendono provvedimenti?”. Già, e chi dovrebbe prenderli, i provvedimenti? Intanto i sindaci, cui la direttrice dell’Arpat aveva inviato una lettera proprio a tal proposito, pur essendo perfettamente consapevole che l’emergenza smog non si risolve certo con una sospensione del traffico di 24 ore. E neppure con 36.

Perché il vero problema, come scrive Rossi nel suo post, “La causa principale, sono tutti i processi di combustione”. Partendo da ciò, Rossi scrive: “È necessario introdurre una cura del ferro nella mobilità urbana. Ridurre il traffico veicolare e i consumi domestici. Nelle abitazioni la temperatura non deve superare i 18 gradi. Fuochi nei camini e all’aperto vanno ridotti e vietati”. E se in questa lotta “Il suolo sequestra il doppio del carbonio presente in atmosfera. Il triplo di quello catturato dalla vegetazione”, è sul suolo che, dice sempre Rossi, la Regione ha puntato la sua scommessa per vincere questa battaglia fondamentale per il futuro. “Per questo abbiamo dedicato il 50% dei fondi del Piano di Sviluppo Rurale (2014-2020) alla lotta ai cambiamenti climatici (il 20% è la quota richiesta dall’UE). Un terzo di queste risorse sono destinate alla cura dei boschi. Alla manutenzione delle foreste danneggiate da eventi catastrofici”. Perché un suolo fertile e ricco di sostanza organica, spiega il presidente, “è la nostra migliore assicurazione”. 

Una battaglia, quella contro lo smog, che vede in prima fila una vera e propria “politica degli alberi”. Cosa significa? Di fronte ai provvedimenti richiesti con l’accordo di Parigi, che Rossi definisce “deboli e tardivi”,  “occorrono azioni concrete da parte della politica e delle istituzioni e da parte dei cittadini. Il mio impegno è rivolto ad aumentare il più possibile la nostra capacità di assorbimento della Co2. La Toscana è la regione italiana più boscata: 1.086.000 ettari di boschi (il 47% del territorio regionale). Grazie al suo polmone verde assorbe quasi un terzo (10 milioni di tonnellate di CO2) delle emissioni di gas serra che produce (33 milioni di tonnellate di CO2). Per aumentare la nostra capacità di assorbimento la scorsa settimana abbiamo deliberato nuove piantumazioni nell’area metropolitana fra Firenze e Prato. Per ora pianteremo 250.000 alberi su 150 ettari di suolo, con cui assorbiremo più di 12.500 tonnellate di Co2 in un anno. Il Parco della Piana prevede più di 7000 ettari di aree verdi e agricole. Puntiamo a piantumare almeno 600 ettari di terreno”. 

 

 

 

   

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