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Snai di Porcari, nuovo passo della Regione ma il futuro rimane incerto Breaking news, Notizie dalla toscana

Porcari –  Snai di Porcari, nuovo passo della Regione: un nuovo incontro si è tenuto stamani con l’azienda e il consigliere per il lavoro del presidente Rossi, Gianfranco Simoncini, ha chiesto alla proprietà di sospendere la procedure di mobilità e riaprire dunque il confronto con le organizzazioni sindacali. Ma anche se la procedura non fosse sospesa, ha sottolineato, un confronto aperto e serio tra azienda e sindacati rimane essenziale per una gestione sociale della vicenda che salvaguardi al massimo l’occupazione.

Sul tavolo infatti rimane la sorte di circa quattrocento lavoratori del comune lucchese: molti dei quali giovani e donne, come ha ricordato il sindaco Alberto Baccini, presente all’incontro assieme al consigliere regionale Stefano Baccelli. La Snai, che nel 2015 ha avviato la fusione con Cogetech, è l’azienda che a Porcari conta il maggior numero di occupati.

Le lettere di licenziamento sono appena partite e riguardano 54 dipendenti. A livello nazionale sono 68 i lavoratori coinvolti, un decimo dei 670 impiegati.

Per la Regione, ricorda Simoncini, è necessario che vengano utilizzati da subito tutti gli ammortizzatori possibili per gestire questa prima fase e se alla fine rimanesse comunque un’esigenza di esuberi preoccuparsi poi di una gestione sociale anche di questi, magari con uscite incentivate. C’è però un problema, che rende ancora più necessaria una sospensione della procedura di mobilità.

Esiste infatti un contenzioso con l’Inps circa le procedure e il tipo di ammortizzatori attivabili. L’inghippo sta nel diverso tipo di inquadramento tra i dipendenti Snai, che avevano un contratto da metalmeccanici, e Cogetech, con contratto del settore terziario e dunque il fondo FIS di pertinenza. Per l’Inps è quest’ultimo che andrebbe attivato dalla nuova società , che però prevede coperture diverse e ammortizzatori meno estesi nel tempo: anche per i lavoratori che da quindici anni hanno versato all’Inps contributi maggiori. L’azienda intende su questo andare avanti fino al ricorso.

Anche per questo, vista l’incertezza sugli ammortizzatori che si possono attivare, per la Regione sarebbe utile sospendere le procedure di mobilità in questa fase. Non ci sarebbero del resto, numeri alla mano, ragioni di stretta urgenza. La Regione è anche disponibile ad attivare un tavolo sindacati-aziende, pur consapevole che la vertenza è nazionale.

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