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Soccorsi del Giglio orgoglio toscano STAMP - Salute

Dopo l’incagliamento della Costa Concordia nei fondali dell’isola del Giglio tutti i naufraghi sono stati  visitati e tutti i feriti assistiti. Questo, però, è stato possibile solo grazie all’intenso lavoro di quanti hanno operato sull’isola dell’Arcipelago toscano e negli ospedali di Grosseto ed Orbetello. La competenza e la tempestività di quanti sono intervenuti per soccorrere i passeggeri ed i membri dell’equipaggio della nave naufragata, ha sostenuto l’assessore regionale Scaramuccia, ha permesso di mettere in atto in maniera impeccabile il piano di emergenza predisposto dalla Asl 9 di Grosseto nei momenti immediatamente successivi all’allarme. «Voglio ringraziare – ha perciò detto oggi l’assessore regionale – tutti gli operatori sanitari della Asl 9 di Grosseto ed i volontari che fin dai primi momenti hanno prestato ai naufraghi della nave affondata al Giglio tutti i soccorsi e l’assistenza necessari. In poche ore sono state controllate più di 4.000 persone, e ricoverato in ospedale chi ne aveva bisogno.  La tragedia di venerdì notte ha dimostrato ancora una volta che il servizio sanitario e il volontariato della Toscana sono in grado di esprimere grande professionalità e generosità. Sono davvero orgogliosa che il servizio sanitario toscano possa contare su persone come queste». In totale nelle operazioni di soccorso medico sono state impegnate circa 100 persone, molte delle quali si sono presentate spontaneamente. Anche coloro che sono stati richiamati in servizio nonostante il turno di riposo, si sono dimostrati subito disponibili e, nell’arco di circa due ore dal naufragio l’isola del Giglio poteva contare su di una tenda riscaldata e sugli ambulatori della Asl grossetana allestiti nei pressi del porto. Nelle operazioni di soccorso condotte nelle ore immediatamente successive alla tragedia sono stati impiegati in tutto 16 infermieri, 10 medici, 25 ambulanze e 2 elicotteri Pegaso della Regione Toscana. Questi ultimi hanno trasportato in tutto 19 persone, una delle quali – un ferito grave – all’ospedale Le Scotte di Siena. Sull’isola sono stati 5 i medici e 6 gli infermieri impegnati, ai quali si sono aggiunti i volontari delle associazioni, un medico di chirurgia generale ed una guardia medica. Due postazioni mediche sono state allestite a Porto Santo Stefano nei locali della palestra cittadina ed in una tenda della Croce Rossa. Negli ospedali di Grosseto, Massa Marittima  ed Orbetello hanno operato rianimatori, neurologi, ortopedici e specialisti del Pronto soccorso. I ricoveri sono stati 21, dei quali 5 sono ancora in atto. L’impegno dei soccorritori, però, non si è concluso con l’assistenza a naufraghi e personale dell’equipaggio. Per tutto il perdurare delle operazioni di ricerca dei dispersi una postazione medica rimarrà attiva sull’isola dell’Arcipelago toscano.

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