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“Social forum” dei cattolici con la società toscana Società

I cattolici hanno deciso di coinvolgere l'intera società toscana nella discussione sui grandi temi della crisi e della rigenerazione sociale, politica, culturale e spirituale del Paese. Lo fanno aprendo a tutti gli interessati le porte del processo di discussione e consultazione che culmina nella "Settimana sociale". E' la prima volta che avviene in Italia un confronto a tutto campo al di là dell'ordinaria fase di riflessione e approfondimento all'interno della Chiesa.

La novità è stata presentata oggi a Firenze dal vescovo di Massa Carrara e Pontremoli Giovanni Santucci, da padre Antonio Airò, direttore dell'Ufficio per la pastorale sociale e i problemi del lavoro e da Adriano Fabris, professore di Filosofia morale all'Università di Pisa. Che cosa hanno da dire i cattolici davanti allo smarrimento della politica e dell'economia? Riescono a mettere in campo, insieme a donne e uomini di buona volontà, segnali concreti di speranza sulle frontiere del lavoro, dei giovani, delle riforme istituzionali? Esiste la possibilità di una nuova stagione pubblica, nazionale e locale per i cattolici? A queste domande e ad altre più decisamente inerenti al ruolo dei cattolici in una società così complessa come quell italiana, intende rispondere il percorso già avviato un anno fa con il convegno che si svolse nella basilica di San Lorenzo ("I cattolici protagonisti nella Toscana di oggi"). Il percorso che da oggi è stato condiviso con tutte le componenti della società toscana avrà il suo punto d'arrivo nella "Settimana sociale dei cattolici toscani" che avrà luogo a Pistoia, nel grande capannone storico della Breda, dal 3 al 5 maggio prossimi su iniziativia della Conferenza episcopale toscana.

Vi parteciperanno 345 delegati delle 17 diocesi toscane, un terzo dei quali under 40. Ai delegati si aggiungeranno, sempre con delega, i rappresentanti di tutte le associazioni ecclesiali e dei movimenti laicali. Al centro del percorso cinque aree tematiche: la crisi economica, l'educazione, immigrazione, lavoro e democrazia. "Uno dei contributi che potranno venire da Pistoia – ha detto oggi Fabris – sarà aiutare a ripensare i motivi che stanno alla base dei legami sociali e mostrare i luoghi in cui questi legami si realizzano attraverso rapporti fecondi: la famiglia, le piccole comunità, le relazioni fra persone". Di fronte "alla mancanza di una visione dell'uomo, di un progetto di società cui riferirsi – ha detto il vescovo Santucci – abbiamo pensato che fosse utile chiamare un po' tutti a rilfettere e a decidere qualche intervento, considerando la situazione in cui ci muoviamo e giudicando più culturale e morale che economica la crisi che ci investe".

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