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Social Network: tecnologie stupide che reclamano intelligenza Internet

Pistoia – “Il computer non è una macchina intelligente che aiuta le persone stupide, anzi, è una macchina stupida che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti”: è con questo aforisma di Umberto Eco, proiettato su una slide con la sua foto, che sabato 20 febbraio si è chiusa a Pistoia la tavola rotonda dal titolo “Internet/social network e loro uso: aspetti relazionali, giuridici, pratici”, organizzata presso l’auditorium ViBanca dai distretti Lions Club International di Pistoia e Montecatini Terme, in collaborazione con FIDAPA Pistoia.

È stato un caso – il programma non poteva certo prevederlo – ma la massima pronunciata da un uomo che sulla comunicazione è stato un profeta, ha in pratica riassunto quanto i relatori hanno esposto sul tema in questione, proprio nel giorno in cui Umberto Eco ha terminato la sua esperienza terrena.

La psico-criminologa Silvia Calzolari, l’avvocato Chiara Mazzeo e l’ingegnere informatico Piero Fontana, hanno offerto una panoramica vasta, grazie alla quale sono stati messi a fuoco molti punti che ai “progressivi digitali” – termine con cui il Presidente del tribunale di Pistoia Fabrizio Amato si è simpaticamente autodefinito durante il suo saluto, parafrasando neologismi coniati da Marc Prensky – sono necessari per comprendere le nuove generazioni, e svolgere così il ruolo di educatori loro affidato. Compito non certo facile, anzi ogni giorno più complicato visto che la tecnologia sembra sfornare novità a getto continuo, tanto che gli stessi addetti ai lavori, come ha sottolineato l’Ing. Fontana, fanno fatica a restare aggiornati: aggiornamento che, invece, sembra riuscire con gran facilità alle giovani generazioni.

Gli interventi di Piero Fontana e Chiara Mazzeo si sono perfettamente integrati fra loro, trattando anche aspetti molto vicini: l’uso dei social nasconde “trappole” di ogni genere, illustrate da Fontana sotto un profilo tecnico e pratico, che possono avere conseguenze legali anche importanti, evidenziate dalla Mazzeo.

Tirando le somme, da quanto hanno detto è chiaro il concetto iniziale, vale a dire che il buon uso della tecnologia è legato al buon senso delle persone: cum grano salis, quindi, ad iniziare dagli adulti che devono sentire la responsabilità di informarsi per sostenere i loro ragazzi in una battaglia durissima, della quale proprio i ragazzi, questa volta, sembrano non avere granché consapevolezza.

Un po’ fuori dal coro è apparso invece l’intervento di Silvia Calzolari, più propenso nel mettere all’indice Internet. Nelle sue vesti di psicologa ha posto soprattutto l’accento sulle esperienze negative raccolte fra i propri pazienti, mancando – secondo noi – di valutare l’uso della rete e della tecnologia in un quadro più vasto, che consideri correlazioni sociali più complesse che agiscono nella formazione della personalità individuale.

Possiamo forse mettere al rogo i vari Tim Berners Lee, Mark Zuckerberg o il compianto Steve Jobs perché il mondo va a rotoli? Certo che no! I problemi sono di più ampia portata, e demonizzare Internet non ci sembra una soluzione appropriata: riteniamo più utile, per tutti, imparare a conoscere più da vicino la tecnologia, perché ha certamente dei lati negativi, ma offre anche molte opportunità, che se ben sfruttate possono offrirci una vita migliore.

Ed il Lions Club questo senso ha colto nel segno: Marcello Paris, Presidente del distretto pistoiese, ha tenuto a ricordare il loro impegno nell’incontrare giovani e adulti verso i quali svolgere un’opera educativa che è di alto valore, grazie soprattutto all’esperienza dell’Ing. Fontana, che ormai da alcuni anni si sposta instancabile per tutta la Toscana.

 

 

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