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Società Dante Alighieri, artefice dell’identità italiana nel mondo Cultura

Firenze – “Intenti a compiere l’unità politica della nazione, noi italiani parremo finora dimentichi che la patria non è tutta dentro i confini materiali dello Stato. Di tale dimenticanza ci fecero accorti gli stranieri, additandoci con l’esempio la necessità e il modo di ripararvi…” Iniziava così l’appello agli italiani nel luglio del 1889 fatto da un gruppo di intellettuali guidati da Giosuè Carducci che dette vita alla Società Dante Alighieri, in seguito, nel 1893 divenuta Ente Morale con lo scopo di “tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana”.

In tutto il mondo oggi sono 406 i comitati, di cui 203 in Europa e un centinaio in Italia, la presenza all’estero è particolarmente consolidata nei paesi interessati dai flussi migratori, come Argentina, Stati Uniti, Australia, Canada, Brasile, ma si trovano comitati anche in stati dell’Africa. La sede fiorentina della Società Dante Alighieri è in Via Capponi al numero 4, dopo alcuni anni di chiusura a seguito di un importante restauro, finanziato dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, la sede ha ripreso la sua attività nel novembre scorso, sotto la direzione della D.ssa Antonia Ida Fontana, personaggio di spicco delle istituzioni culturali italiane e già direttrice della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Stamp è andata a trovarla per conoscere le attività e i programmi de La Dante.

“ Carducci sente due esigenze – dice la D.ssa Fontana – far riconoscere l’Italia e la sua grandezza nel mondo. L’immagine di un paese allora come oggi fa da traino alla vita politica e all’economia, il fatto che lo stile di vita italiano sia conosciuto e apprezzato ha risvolti positivi sulla nostra economia. L’altra esigenza è dettata dall’emigrazione, alla fine dell’Ottocento sono in molti a lasciare le campagne per le Americhe del Sud. Ancora oggi La Dante in tutto mondo si occupa dei corsi di lingua italiana per gli immigrati di seconda e terza generazione.” Qui alla Società dantesca la lingua italiana vene insegnata con metodologie specifiche che tengono conto delle diverse provenienze, ad esempio con la sede di Pechino è in atto lo studio di un modo diverso per l’insegnamento dell’italiano adeguato al diverso approccio della popolazione cinese.

La competenza nella conoscenza della lingua italiana come lingua straniera è certificata dal PLIDA ( Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri) che viene qui rilasciata secondo i livelli europei, sei in tutto, che vanno dal A1 al C2 che corrisponde a una conoscenza analoga a “madre lingua”. Il martedì è il giorno dell’incontro con soci, un centinaio qui a Firenze, e gli amici, concerti, conferenze, spettacoli, i temi sono quelli dei grandi autori della letteratura e della cultura italiana. Il prossimo anno cadrà il 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri e i 150 di Firenze Capitale.

“ Dico che Firenze ha avuto una grande fortuna – commenta Antonia Ida Fontana – il trasferimento della capitale a Firenze a seicento anni dalla nascita di Dante ha rafforzato l’idea di Dante padre della lingua e al contempo della patria, legandosi al programma politico di fare gli italiani. E’ un problema attuale. Ci vorrebbe oggi un grande personaggio in grado di dare un’identità europea, servirebbe una grande iniziativa culturale capace di aggregare e dare un senso di unità nazionale”. Intanto per il 2015 sono già in programma alcune iniziative, un itinerario dantesco che farà parte dell’iniziativa Le chiavi della città del Comune di Firenze, e la proposta di un gioco linguistico per le famiglie per la Festa della Toscana della regione, altre iniziative di teatro e musica , Gianni Schicchi introdotto dal canto dantesco e un evento in prosa e musica su un tema d’attualità “Femminicidio e suicidio per amore, dalle donne di Dante alla musica del ‘900”, in collaborazione con la Compagnia delle Seggiole un’intervista impossibile con la “lingua italiana” e per la metà di novembre la seconda edizione del Premio di Cultura “Dante Alighieri” istituito lo scorso anno.

Tra le collaborazioni recenti, il patrocinio per la realizzazione in facsimile del manoscritto Pal 313 della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, conosciuto come “Il Dante Poggiali”, la più antica Divina Commedia manoscritta che con le sue miniature rappresenta la più antica interpretazione iconografica della commedia dantesca.

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