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“Soci@lMente”, progetto di formazione anti bullismo Società

Firenze – Contro la piaga del bullismo che sembra ormai incontrastabile e dopo la levata di scudi seguita alla vicenda della “bullizzazione” di un ragazzino down da parte dei compagni di squadra, avvenuta nello spogliatoio e denunciata prima dalla madre su Facebook e poi rilanciata dai quotidiani cittadini, scatta l’annuncio di un’importante iniziativa programmata  e messa in campo dalla Prefettura, nell’ambito delle iniziative educative rivolte ai giovani. Si tratta di un corso di formazione specifica sul bullismo destinato a docenti, dirigenti e personale scolastico, un progetto che si chiama “Soci@lMente”, che verrà presentato il prossimo 28 novembre e si svolgerà presso il Liceo Virgilio di Empoli.

“E’ giusto annunciare ora questa iniziativa – spiega il prefetto Alessio Giuffrida – proprio nei giorni in cui abbiamo assistito a un bruttissimo episodio  in una scuola di Bagno a Ripoli”. Il prefetto si riferisce al caso dello studente disabile maltrattato da alcuni ragazzi e difeso da un compagno. “Una vicenda che dà umanamente molta amarezza – continua Giuffrida – ma che al tempo stesso ci fa capire, grazie al comportamento del giovanissimo studente arrivato in soccorso dell’amico, quanti spazi di manovra ci siano per le istituzioni di  poter intervenire e far comprendere ai giovani che si vince solo comportandosi in modo civile e responsabile”.

Sotto questo profilo il ruolo della scuola è fondamentale e infatti la Prefettura è da anni in prima linea, anche sul fronte del bullismo, attraverso il comitato “Scuola Sicura Insieme” che organizza  corsi formativi rivolti direttamente agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado di Firenze e  provincia. Il progetto “Soci@lMente” si differenzia dai precedenti perché a sedere sui banchi non saranno i giovani ma i docenti, i dirigenti scolastici e il personale ATA.  A loro è infatti dedicato il corso, il primo di questo genere contro il bullismo (se ne è già tenuto uno contro le dipendenze giovanili). L’obiettivo è quello di far acquisire quelle specifiche competenze-chiave che potenzieranno i loro strumenti professionali ed educativi per riconoscere e affrontare la problematica nel migliore dei modi.  Si verranno così a creare dei docenti “istruttori” che avranno il compito, a loro volta, di trasferire ai colleghi,  e anche ai genitori degli studenti, le conoscenze acquisite durante il percorso formativo.  In cattedra siederanno la Prefettura, la Polizia Postale, il Centro di Giustizia Minorile per la Toscana, l’Ufficio Scolastico Regionale e l’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici – O.N.A.P..

 

foto: Alessio Giuffrida

 

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