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Sollicciano, dopo un anno fermata Ataf fantasma Breaking news, Cronaca

Firenze – Il ripristino della fermata dell’Ataf davanti al carcere di Sollicciano è uno di quei punti su cui è necessario intervenire. A lanciare l’appello, il capogruppo di FrS Tommaso Grassi e Massimo Lensi, dell’Associazione Progetto Firenze, che ne ricordano la lunga e travagliata storia, che ad ora ha prodotto un solo risultato: la fermata ancora non c’è.  “L’anno scorso – ricordano Lensi e Grassi – in un Consiglio comunale straordinario tenutosi dentro il carcere, il Comune di Firenze, per bocca del suo Sindaco Dario Nardella, si impegnò a collaborare con il confinante Comune di Scandicci per risolvere il problema”. Ma la soluzione latita.

“Nel solo carcere di Sollicciano sono detenute più di settecento persone, un altro centinaio nel contiguo istituto Gozzini a custodia attenuata, il che significa altrettante famiglie costrette a barcamenarsi per poter andare a visitare i propri cari – si legge nella nota –  a doversi muovere da e per Sollicciano ci sono poi anche i detenuti con permessi esterni per lavorare, i cinquecento volontari e altrettanti agenti del corpo di Polizia Penitenziaria, cui vanno infine aggiunti le decine di impiegati a vario titolo”. Tutte queste persone, ricordano ancora Grassi e Lensi, “sono persone da anni costrette a utilizzare le auto private, oppure a procedere a piedi fino all’istituto sotto il sole o la pioggia dalla fermata più “vicina”, magari carichi di pacchi e figli tenuti per mano”.

Una sottolineatura riguarda “la stessa collocazione del carcere in quel luogo così periferico”, dal momento che secondo l’Associazione Progetto Firenze e Firenze riparte a Sinistra “trasmette un pericoloso senso di allontanamento dalla città, quasi una severa forma di espulsione, una sorta di condanna aggiuntiva”. Così, riattivare la fermata Ataf di fronte ai cancelli principali, “costituirebbe un significativo passo per tornare a percepire il carcere di Sollicciano come luogo fisico della città di Firenze, al pari di altri istituti come gli ospedali o le scuole che hanno diritto ad avere mezzi di trasporto pubblico degni di questo nome”.

“Chiediamo quindi – concludono Grassi e Lensi – in questo scorcio di fine legislatura che gli impegni assunti dal Comune siano rispettati e che si giunga alla conclusione di questa lunga e travagliata storia”.

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