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“Solo Dio Perdona”, sanguinose variazioni sulla vendetta Cinema

Julian gestisce un club di pugilato in Thailandia, come copertura per il traffico di droga. Rispettato nel sottobosco criminale, nel profondo si sente vuoto. Quando suo fratello maggiore Billy uccide brutalmente una una giovane ragazza, le autorità si rivolgono ad un poliziotto noto come l'Angelo della Vendetta, Chang, che opera basandosi su un'idea di giustizia molto personale. La punizione per Billy è la morte perpetrata però dal padre della ragazza che viene in seguito punito con il taglio della mano. Intanto, per recuperare il corpo del figlio arriva a Bangkok Crystal, madre di Julian e Billy a capo di una potente organizzazione criminale. La donna, addolorata e furiosa, ha un unico obiettivo: progettare e consumare una spietata vendetta contro coloro che si sono macchiati del sangue di suo figlio. Una sete che porterà tutti a confrontarsi con l'Angelo della Vendetta.

Per chi non lo conoscesse Nicolas Winding Refn è un regista danese attivo fin dalla metà degli anni Novanta che è salito alla ribalta grazie alla sua vittoria della Palma d'Oro al Festival del Cinema di Cannes nel 2011 con il bellissimo “Drive” con protagonista Ryan Gosling. Con uno stile iperrealista e crudo ma con una fortissima attenzione verso l'estetica della messinscena Refn si è fatto apprezzare nel corso degli anni dalla critica ma solo con il suo penultimo lavoro era risucito a conquistarsi una parte del pubblico. “Era” perché con “Solo Dio Perdona” Refn ha spiazzato tutti proseguendo imperterrito sulla sua strada artistica senza concedere nulla agli spettatori dell'ultima ora. Il risultato è un film silenzioso ed ammaliante che colpisce con la violenza delle immagini lo spettatore che avrà il coraggio di lasciarsi trascinare nella spirale di follia sanguinaria che vedrà sullo schermo.

Refn ha sempre dichiarato di essere interessato a percorrere nuove strade nel mondo del cinema senza fossilizzarsi nel perpetuare sempre la stessa tipologia di pellicola. Sicuramente con “Solo Dio Perdona” è riuscito a dimostrarlo al meglio. Partendo da una storia assolutamente pretestuosa il suo film pare più vicino alla videoarte piuttosto che al cinema tradizionale. Sequenze vorticose e oniriche, lunghi silenzi e sguardi profondi, a volte furiosi altre compassionevoli, popolano questa pellicola che in un tripudio di colori primari, il rosso su tutti, mette in scena il viaggio sanguinario di una famiglia verso la vendetta. Vendetta incarnata da due personaggi completamente diversi: il poliziotto Chang – un eccezionale Vithaya Pansringarm, attore thailandese che ruba la scena a tutti i protagonisti del film con la sua fortissima presenza scenica e il suo carisma – incarnazione della vendetta biblica, la legge del taglione, pronto a dare ad un padre la possibilità di uccidere l'assassino della figlia solo per poi prendersi in cambio la sua mano; l'altro personaggio non è affatto il Julian di Ryan Gosling ma piuttosto la furiosa Jenna interpretata in modo eccezionale da Kristin Scott Thomas, donna alla ricerca della più pura forma di vendetta, quella di una madre che ha perso il figlio e che non riesce a farsene una ragione. Nel mezzo si trova Julian, secondogenito di Jenna in bilico tra la volontà di saziare la sete di vendetta della madre e la certezza che Billy si sia meritato la sua punizione. Ma Julian è anche un uomo catturato dal fascino della violenza che non riesce ad abbandonare. Il desiderio di fare del male cresce in lui come un tarlo che scava nella mente e nella sanità mentale per attirarlo lentamente verso l'Angelo della Vendetta per uno scontro magistralmente anti-climatico. L'unica via di fuga dalla morte sarà il biblico taglio delle mani, “se la tua mano destra ti fa cadere in peccato, tagliala e gettala via da te” (Matteo 5, 30).

“Solo Dio Perdona” è un film affascinate ed ipnotico adatto a quella fetta di pubblico capace di guardare oltre alla semplicità pretestuosa della sua trama e che riuscirà a farsi catturare dallo scorrere lento e cadenzato del film. Tra sequenze oniriche e scene di cruda violenza il viaggio alla fine della notte di Julian e Chang forse scontenterà molti ma ne catturerà irrimediabilmente altrettanti.

Regia: Nicolas Winding Refn
Sceneggiatura: Nicolas Winding Refn
Genere: Thriller
Nazione: Francia, Thailandia, USA, Svezia
Durata: 90'
Interpreti: Ryan Gosling, Kristin Scott Thomas, Vithaya Pansringarm, Yayaying Rhatha Phongam, Tom Burke, Byron Gibson
Fotografia: Larry Smith
Montaggio: Matthew Newman
Produttore: A Grand Elephant, Bold Films, Film i Väst, Gaumont, Wild Bunch

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