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Soppressione delle Agenzie Fiscali, protestano i sindacati Economia

Lo smantellamento delle Agenzie Fiscali previsto dal Decreto legge 87/2012 non sarà indolore. La soppressione dell’Agenzia del Territorio e dell’Agenzia dei Monopoli, che saranno accorpate rispettivamente a quella delle Entrate ed a quella delle Dogane, comporterà infatti un taglio del 10% del personale. La manovra prevede inoltre la chiusura degli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate con meno di 30 dipendenti. La denuncia arriva dal sindacato toscano Usb –Esecutivo Agenzie Fiscali , che ha organizzato in mattinata un presidio dinanzi alla sede della Prefettura di Via Cavour, in concomitanza con la manifestazione di protesta nazionale in svolgimento a Roma e ad altre iniziative territoriali. «Questa manovra determina il blocco di alcune procedure essenziali per la lotta all’evasione  – spiegano alcuni sindacalisti  – E va a colpire un settore che contribuisce al gettito dello Stato e che è forse uno dei più produttivi della Pubblica Amministrazione». I primi effetti della decisione del Governo Monti riguardano però il lavoro. Quel taglio paventato del 10% del personale preoccupa i circa 800 dipendenti delle sedi toscane dell’Agenzia del Territorio, i 140 dei Monopoli, i 2100 dipendenti delle Entrate, i circa 500 delle Dogane. In tutta la regione sono circa 350 i posti a rischio. Ma i sindacalisti rivendicano anche la qualità e l’importanza di un lavoro che ha contribuito in questi anni a riportare capitali evasi nelle casse dello Stato. «L’Agenzia del Territorio ha lavorato per tutto l’anno scorso a monitorare il territorio nazionale per segnalare evasioni su immobili non denunciati al catasto – spiega Maria Fioriello dell’esecutivo regionale Usb – Ora, finito questo lavoro di mappatura del patrimonio immobiliare, reso così necessario anche dalla nuova rilevanza data di recente all’Imu e che ha apportato allo stato notevoli incassi, decidono di smantellare tutto.». «Non va dimenticato il lavoro dell’Agenzia dei Monopoli – aggiunge – che grazie al controllo sul giocod’azzardo  ha certificato 98 miliardi di euro evasi nel 2011. Smantellando questa struttura si frena la lotta all’evasione tanto sbandierata».

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