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Elba, il piano di Rossi per le zone alluvionate Cronaca

Nella notte a Marina di Campo nell'Elba, il paese isolano più colpito dall'esondazione del fosso degli Alzi del 7 novembre, sono rimaste attive 20 idrovore che hanno pompato via a pieno ritmo dalle strade e dalle case l'acqua ed il fango che le avevano invase. Sono state circa 130 le persone attive nel paese elbano fra volontari e personale della Portezione Civile, dei Vigili del fuoco, delle Associazioni elbane e degli enti locali dell'isola. Un punto di assistenza è stato allestito nella piazza municipale di Marina di Campo, mentre i carabinieri, data l'impraticabilità della caserma invasa dall'acqua, sono stati trasferiti in una stazione mobile e da lì vigileranno per evitare eventuali episodi di sciacallaggio. Le scuole sono rimaste chiuse in tutte le zone dell'Elba colpite dal nubifragio, ma il problema maggiore rimane quello della mancanza di energia elettrica. Per ripristinare la corrente a Marina di Campo, un gruppo di tecnici dell'Enel (in tutto 80 operatori) ha installato gruppi elettronici. Sono iniziati anche i lavori per rimettere in funzione il sistema fognario e per ripristinare la viabilità secondaria del comune. Rimane chiusa, invece, la strada provinciale, che è stata danneggiata dall'acqua fuoriuscita dal fosso degli Alzi e dalle frane. Per fortuna a Marina di Campo non sono venute a mancare, come invece accaduto in Lunigiana, l'acqua potabile ed i collegamenti telefonici. Come in Lunigiana, invece, quattro famiglie sono rimaste isolate in località Literno e sono state raggiunte dai soccorsi a piedi. La situazione, ha dichiarato il sindaco di Marina di Campo nell'Elba, Vanno Signini, è davvero disastrosa. Il lavoro di bonifica, pulizia ed asciugamento da parte delle idrovore, però, è già a buon punto grazie al lavoro della Protezione Civile, dei Vigili del fuoco e dei volontari accorsi da tutte le province della Toscana in soccorso dell'Elba. L'allerta meteo permane alto ancora fino alle 12.00 di oggi, mercoledì 9 novembre, ma si pensa già a come risollevare le sorti dell'isola dell'Arcipelago toscano. Ieri, 8 novembre, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha annullato gli appuntamenti in agenda per recarsi a La Pila, località elbana nella quale è stata allestita l'Unità di Crisi per l'esondazione del fosso degli Alzi. Il Governatore ha incontrato, dopo aver sorvolato l'isola a bordo di un elicottero, gli amministratori locali ed i volontari per fare il punto sulla situazione dopo il disastro. E mentre Alberto Monaci, presidente del Consiglio regionale della Toscana, esprimeva in aula la sua solidarietà per l'isola così duramente colpita dall'alluvione, Rossi esponeva il suo piano per affrontare questa nuova emergenza causata dal maltempo. Innanzitutto, ha spiegato il Governatore, la Giunta regionale dichiarerà lo stato di emergenza e stanzierà 500.000 euro per gli interventi urgenti, quindi chiederà al Governo contributi per fronteggiare gli interventi di ricostruzione e recupero. Si provvederà, nell'immediato, al riassorbimento dei ristagni d'acqua mediante idrovore, mentre è possibile che anche a Marina di Campo nell'Elba venga aperto, come già accaduto ad Aulla, uno sportello di Fidi Toscana per sostenere finanziariamente le imprese colpite dall'alluvione. Sempre ieri, il pubblico ministero che coordina le indagini sul disastro elbano, Maria Luisa Barile, ha deciso che sul corpo dell'ottantunenne trovata morta nella sua casa al ritirarsi delle acque che l'avevano invasa, non verrà effettuata l'autopsia. Dalle prime analisi condotte sul corpo dell'anziana, infatti, è risultato evidente che la donna sarebbe morta a seguito di un colpo che la donna si è provocata cadendo e non a causa dell'annegamento nell'alluvione, come in un primo momento si era pensato.

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