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Sopralluogo ministra De Micheli alla Foster, Rossi chiede accelerazione Breaking news, Cronaca

Firenze – Il cantiere deve ripartire al più presto. Non solo: è tutto il programma delle infrastrutture toscane a essere investito dal “vento di novità” che si sprigiona stamane nel corso del sopralluogo alla stazione Foster della ministra Paola De Micheli. Ad accompagnare la ministra nel  sopralluogo al cantiere della stazione Foster, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, l’assessore regionale alle infrastrutture e governo del territorio Vincenzo Ceccarelli, il sindaco di Firenze Dario Nardella, il prefetto di Firenze Laura Lega e l’ad di Rete ferroviaria italiana Maurizio Gentile.

“Adesso – sottolinea Rossi – dobbiamo far ripartire al più presto un cantiere che aspettiamo da circa 25 anni e che, se riparte, ci auguriamo possa concludersi entro il 2025. A Bologna una stazione Av analoga funziona perfettamente già da 10 anni, mentre qui resta il problema della stazione di Santa Maria Novella, dove si sovrappongono treni regionali ed Alta velocità con il risultato che la programmazione è così satura da rendere impossibile l’inserimento di nuovi treni regionali. Senza la separazione del traffico dei treni Av dai treni pendolari non c’è margine per migliorare il servizio ferroviario regionale, nemmeno con il rinnovo dei treni o con investimenti diretti che la Regione, caso unico nel panorama nazionale, sta facendo in infrastrutture ferroviarie con il raddoppio della Pistoia-Lucca”.

Sull’accelerazione che potrebbe essere impressa all’opera con la venuta della ministra alle infrastrutture e trasporti, esterna la sua soddisfazione anche l’ordine degli architetti di Firenze, che dichiara: “Siamo soddisfatti di apprendere che ci sia la volontà di far ripartire il cantiere quanto prima. La stazione Foster, in avanzato stato di realizzazione, è un tassello fondamentale di quel sistema multimodale tanto auspicato per allentare la morsa del traffico e spostare quote crescenti di utenti su efficienti mezzi di trasporto collettivo. Il sottoattraversamento ferroviario della linea AV, di cui la ‘Foster’ è componente sostanziale, consentirà di liberare i binari di superficie nel tratto urbano e di metterli ad esclusivo servizio dei treni quotidianamente utilizzati dai pendolari, evitando ritardi e disservizi legati all’interferenza tra convogli ad alta velocità e treni locali.

Accelerazione, su cui però qualcosa da dire ha l’ad di Rete Ferroviaria italiana Maurizio Gentile. Intanto, il progetto definitivo non è ancora completato, in quanto è in corso una rivisitazione resa necessaria, spiega Gentile, dalle novità normative intercorse nel frattempo. E non è ancora del tutto risolto il rapporto con Nodavia. Dunque, la rivisitazione del progetto potrebbe concludersi non prima della seconda metà del 2020.

A seguito del sopralluogo alla stazione Foster, la ministra ha avuto un incontro privato con il presidente Rossi e l’assessore regionale al governo del territorio Vincenzo Ceccarelli, che le hanno sottoposto le principali questioni aperte dal punto di vista dello sviluppo infrastrutturale ed in particolare, oltre al già discusso completamento del sottoattraversamento ferroviario, la questione della messa in sicurezza dell’aeroporto di Firenze, il completamento del corridoio tirrenico, della Grosseto-Siena, la realizzazione delle estensioni della tramvia fiorentina e lo sviluppo del sistema delle ciclabili. La ministra ha preso atto di tutti i temi, ha garantito che approfondirà le questioni e si è impegnata a tornare nel corso dei prossimi mesi per discuterne con i firmatari del Patto per lo sviluppo.

Nel corso della visita, anche un presidio di protesta organizzato dagli studenti di Fridays For Future cui ha aderito il Comitato No Tunnel Tav, che in proposito dirama una nota con cui annuncia che chiederà al più presto un incontro con De Micheli, pur giudicando la visita della ministra dei trasporti “la riedizione di tante altre visite ministeriali in cui si ripeteva la solita litania che i tunnel servirebbero al traffico dei pendolari. Il Comitato chiede ancora come mai non si vogliano realizzare in superficie gli stessi binari previsti dai tunnel; avremmo con un costo minimo e potremmo reinvestire quanto risparmiato in opere ferroviarie molto più utili.
Il Comitato comunque risponde subito alla disponibilità della De Micheli ad incontrare le associazioni ambientaliste e chiederà un incontro con i propri tecnici in cui ricordare ancora una volta i rischi ambientali dell’opera, le difficoltà di smaltimento delle terre di scavo e presentare l’ipotesi di realizzazione dei binari in superficie, cosa che consentirebbe una realizzazione veloce ed economica”.

Foto: Luca Grillandini

 

 

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