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Sopravvivere all’isolamento: operaoké, meditazione e robot Cronaca

Parigi – In Francia come in Italia si moltiplicano le iniziative per rendere meno pesante l’isolamento che al di qua come al di là delle Alpi sembra destinato a tagliarci dalla vita sociale per ancora un bel po’.

Agli amanti della musica lirica ci ha pensato in questi giorni l’Operà-Comique, il teatro che per alcuni anni, nel XVIII secolo, dopo la fusione con il Théâtre des Italien, si chiamò la Comedie Italienne.

Per lottare contro le conseguenze di questi strani arresti domiciliari propone infatti agli amanti della musica  un concorso “operaoké”. Grazie a dei video potranno esercitare così le loro doti di bel canto, assistiti dal direttore del coro Christophe Grapperon e dalla direttrice del canto del teatro Marine Thoreau La Salle.

Una prima lista di opere è già disponibile su You Tube. “Cantate a casa, alla finestra, sotto la doccia, in salone, in cucina, soli o in famiglia e fateci approfittare di questi momenti speciali”,  invita l’Opéra-Comique precisando di attendere il frutto degli exploit canori . Le creazioni più belle o più divertenti saranno scaricate on line. I vincitori avranno in premio biglietti per l’Operà-Comique non appena avrà riaperto le porte.  In programma, non appena la quarantena sarà solo un ricordo, sarà  organizzato nella piazza antistante il teatro  un  mega operaoké all’aperto.

Per chi non ritiene di essere dotato da un’ugola d’oro può scegliere invece la via della meditazione. Un’app che via cellulare ti accompagna nei primi passi verso una miglior padronanza delle proprie attività mentali sta facendo furore: dall’inizio del confinamento il numero dei collegamenti a “Petit Bambou” si è triplicato passando da 5.000 a 15.000 al giorno.

L’iniziativa prevede otto sedute gratuite di 10 minuti, che sia  avvalgono di un breve video corredato da consigli di un esperto. Poi se l’esperienza è stata positiva chi si abbona ha a sua disposizione 900 sedute organizzate in una cinquantina di programmi. L’app è stata lanciata nel 2014 da un giovane dirigente francese Benjamin Basco che ha capito che se è vero che le tecnologie possono essere fonte di stress ma al tempo stesso uno strumento formidabile per combaterlo. L’iniziativa, che ha già 4,7 milioni di iscritti, intende lanciare la sua app in Italia e Olanda in autunno.

A portare un po’ di sollievo a chi si trova relegato nelle residenze per anziani ci hanno pensato invece dei belgi. Per distrarre  gli ospiti delle case di riposo hanno deciso di prestare i suoi robot umanoidi. Il compito di allietarli è stato affidato a James, un piccolo robot che per ‘occasione è stato riprogrammato, conservando solo l’applicazione che consente chiamate video.

“James deve servire a creare una finestra sull’esterno” ha spiegato l’addetto stampa della piccola azienda Zorabots.  James è manipolabile via voce, come Alexia e può passare da una stanza all’altra senza rischi di contagio perché non trasporta il virus. Sembrerebbe che la sua presenza sia stata gradita e che abbia contribuito a ridurre paure e apprensioni.

 

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